Visite specialistiche: 4 cittadini su 10 vanno fuori Lucca, Pisa meta preferita

Fumata bianca a Lucca sui medici del 118

Visite specialistiche, quattro lucchesi su 10 vanno a curarsi in altri territori. Pisa la fa da padrone in molte discipline mentre il San Luca è poco attrattivo per chi viene da fuori. Un tempo le chiamavano “fughe”: erano le prestazioni che i residenti dell’ex Asl 2 andavano a cercare fuori dal proprio territorio. Ora le cose sono cambiate: ci sono la cosiddetta “aslona” che va da Massa a Livorno e il Cup (il centro per la prenotazione) che da quasi un anno è di area vasta o quasi (manca solo Pisa). Questo significa che se un cittadino prenota una visita dal cardiologo col servizio sanitario nazionale può essere dirottato dall’operatore su Lucca, ma anche sul Versilia, su Livorno o su Massa. Un minimo di scelta il paziente ce l’ha ancora: invece di optare per l’appuntamento più prossimo può attendere che si liberi un posto nel suo ambulatorio preferito.
Per questo le scelte dei lucchesi in materia sanitaria dicono ancora qualcosa: ad esempio ci informano sul servizio che viene offerto dall’azienda e sulla fiducia che il cittadino vi ripone (per la qualità dei professionisti). A parità di prestazione un utente preferisce stare vicino casa. Se ciò non accade occorre interrogarsi. Fatta la premessa andiamo a vedere cosa dice FlowMap, il sistema della Regione che fornisce dati sulle visite specialistiche.
Dove vanno i lucchesi .Nel 2018 sono state 26.177 le visite specialistiche prescritte sul ricettario dal medico ai residenti nella Piana di Lucca. Quasi il 60% di queste prestazioni sono state erogate in strutture del territorio: il 25,3% (ovvero 6.626) negli ambulatori del Campo di Marte, il 20,2% all’ospedale San Luca, il 5,7% al Turchetto e il resto tra Marlia, il San Francesco di Barga e il Santa Croce di Castelnuovo e la clinica convenzionata di Santa Zita. È un dato in crescita rispetto agli ultimi due anni: nel 2016 la percentuale dei lucchesi rimasti sul territorio era del 56,9% e nel 2017 di appena il 52%. Segno che i servizi migliorano e la fiducia cresce (così come il numero delle prestazioni).
Ma restano ancora 4 lucchesi su 10 che scelgono di andare altrove. In particolare al Santa Chiara di Pisa (27,3%) o nelle strutture del Pesciatino (4,7% tra ex Filanda e ospedale Cosma e Damiano), a Firenze (3,5% tra Meyer e Careggi) o alla Fondazione Monasterio (Pisa e Massa, sono il 2,4%) specializzata nel trattamento dei bambini con problemi cardiaci. Sono proprio le specialità mediche a darci qualche chiave di lettura.
Cardiologia, ad esempio, è la specialistica per cui i lucchesi si fanno controllare maggiormente. In totale le visite del 2018 sono state 5.415 e oltre il 72% dei pazienti è rimasto sul territorio. Il nome di Francesco Bovenzi in questo caso è una garanzia. Stesso discorso per Neurologia con 5.212 visite di cui quasi l’80% effettuate sul territorio; Nefrologia (2.035 l’85% sul territorio); Internistica (3.615 visite, il 67% sul territorio); Pneumologia (3.660 con il 70% sul territorio). Ma in altre discipline Lucca è battuta da Pisa: accade in Gastroenterologia (S. Chiara 44,9%, Campo di Marte e San Luca solo 31,2%) e in una sfilza di discipline minori in cui il nostro territorio non compete perché mancano le specialistiche. È il caso di Reumatologia (74% S. Chiara), Diabetologia (76% S. Chiara), Chirurgia vascolare (85% S. Chiara).
Chi viene a Lucca. C’è un altro lato della medaglia, quello dei “non lucchesi” che vengono a farsi visitare al San Luca. Non moltissimi, in verità: delle 6.443 prestazioni effettuate nel nuovo ospedale il 92% ha coinvolto pazienti di Piana o Valle. Su questo fronte c’è da lavorare.

Fonte: Il Tirreno Lucca

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