Un agente al fianco delle guardie mediche

E' partita la caccia ai neolaureati

Luciano Mattarelli, portavoce nazionale dell’Anvu (associazione professionale polizia locale d’ Italia) interviene sui problemi di sicurezza della guardia medica e sul dibattito che ne è scaturito. «Premesso ­ dice ­ che i sindaci dei Comuni della provincia di Grosseto sono tutti, per forza di legge, anche nello status di autorità sanitaria locale e di autorità locale di pubblica sicurezza (nel solo capoluogo il sindaco non riveste, essendo presente la Questura, la funzione di autorità di pubblica sicurezza, ma comunque quella di autorità sanitaria) è apodittico che la tutela della sicurezza dei medici e della funzionalità del servizio svolto è in carico agli stessi sindaci. La soluzione quindi (come già avviene in altre regioni d’ Italia) potrebbe essere quella di affiancare alle guardie mediche un agente di polizia municipale nel turno di operatività». Ciò ­ prosegue Mattarelli ­ sarebbe possibile «con progetti di servizio finalizzati in modo che il personale di polizia possa essere impiegato fuori dal normale orario di servizio ordinario, così da non sguarnire l’ attività istituzionale di polizia svolto nei turni diurni. Detti progetti potrebbero essere finanziati da specifici fondi regionali e da quelli delle sanzioni riscosse dalle violazioni stradali e dei vari autovelox disseminati dagli enti locali anche nelle strade extraurbane». L’ articolo 208 del codice stradale recita che «il 50% degli introiti di dette sanzioni può essere destinato (comma 5­bis) e finalizzato al miglioramento della sicurezza urbana in generale oltre che stradale. Inoltre il restante 50% non ha vincoli specifici, quindi una quota può ulteriormente essere destinata a finanziare il suddetto servizio. Inoltre anche normative regionali prevedono il finanziamento di specifici progetti per il miglioramento della sicurezza delle città e delle periferie». Per Mattarelli «è sufficiente un accordo tra Asl e sindaci, con sovrintendenza del prefetto, per concretizzare questo servizio. Può essere messo in atto presto un progetto sperimentale, che se (come crediamo) dimostrasse efficacia, potrebbe essere messo a regime. Il personale della Municipale oltreché tutelare la sicurezza fungerebbe da valido supporto, specie di notte, per identificare presto le zone spesso periferiche o isolate da cui arrivano le chiamate alla guardia medica. In questo modo, oltre che garantire un sacrosanto diritto alla sicurezza dei Medici per l’ insostituibile e vitale servizio svolto, non graverebbe nell’ erogazione dei servizi istituzionali di polizia né sui già ridotti organici della Municipale».

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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