Straordinari non pagati a 1600 dipendenti Asl

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Straordinari non pagati «da almeno tre mesi. E andiamo verso il quarto». Se stessimo parlando di un’ azienda in crisi, sarebbe quasi fisiologico. Verrebbe da dire normale, ammesso che lo possa essere una cosa del genere. Ma qui si parla dell’ Asl, un’ azienda pubblica. Quella che ha più dipendenti in Versilia: poco meno di 1.900. E circa 1.600 di loro ­ in pratica tutti ad eccezione dei medici ­ ora dicono basta al mancato pagamento delle ore in più al lavoro. Così come di altre voci dello stipendio che, spiegano, l’ azienda non versa più da tre mesi. Il problema, secondo quanto riferiscono i sindacati Cgil e Uil che denunciano la vicenda, è dovuto al nuovo programma elettronico di gestione delle presenze. «Si chiama Dedalus, è un sistema che ha sostituito il vecchio programma a partire dal 1º luglio scorso ­ spiegano Laura Del Freo (Cgil), Fausto Delli e Claudio Velia (Uil) ­ un cambio figlio della riorganizzazione delle Asl, con l’ addio alla vecchia azienda sanitaria versiliese numero 12 e l’ ingresso nella nuova Asl Nordovest. Questo passaggio, come tanti altri, ha causato un vuoto. Che, nel caso degli stipendi, significa aver perso tutta una serie di dati necessari per la definizione del cedolino». Secondo i sindacati ci sono state delle settimane «di buio totale nel sistema ­ proseguono Del Freo, Delli e Velia ­ In questo periodo non era possibile vedere qual era la situazione di presenze, ore aggiuntive, reperibilità e altro. Ora questo problema è stato superato, nel senso che il sistema è di nuovo accessibile. Ma alcuni dati sono andati persi». La sostanza è che «da tre mesi ­ afferma Velia della Uil ­ nel cedolino non vediamo il saldo degli straordinari e le altre voci che sono legate all’ orario di lavoro svolto». Questo disagio «non riguarda i medici, che hanno un contratto diverso dal cosiddetto “comparto” ­ continua Velia ­ ma tutti gli altri: infermieri, tecnici, impiegati, operatori sociosanitari». Il corpo vivo dell’ ospedale e dei servizi sanitari sul territorio: «Gente ­ proseguono i sindacati ­ con stipendi di 1200­1300 euro al mese. E che senza straordinari si vede la busta paga decurtata di 80, anche 100 euro ogni mese che passa. Un’ ingiustizia: quelle ore in più sono state dedicate a un sistema in difficoltà, dove le risorse sono sempre meno. Soprattutto calano le persone al lavoro. E quelle che ci sono, che fanno straordinari per rimediare a queste carenze, non possono essere costrette a rimetterci. Sia chiaro: di tutto ciò non hanno responsabilità coloro che devono confrontarsi col sistema Dedalus per l’ elaborazione degli stipendi. Il guaio lo ha fatto chi non li ha messi in condizione di lavorare al meglio». Nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori finisce anche il mancato pagamento del premio produzione «che era stato promesso a maggio ­ dice Del Freo ­ e che non è ancora arrivato. Se l’ azienda ritiene di non doverlo erogare, batta un colpo». Ma la loro protesta, assicurano i sindacati, non avrà alcuna ripercussione sui servizi. «Non siamo degli irresponsabili, non abbiamo intenzione di bloccare l’ ospedale per questo ­ concludono ­ vogliamo solo che l’ Asl metta mano al problema e lo risolva. Altrimenti ci va di mezzo chi dà qualcosa in più alla sanità».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

(Visto 421 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *