«Stanno smantellando il reparto di senologia»

Claudia Bienaimè, ex consigliere comunale Carrara

I comitati impegnati in difesa della sanità pubblica, le forze politiche più attente e anche qualche addetto ai lavori lo avevano detto: «La riorganizzazione delle aziende sanitarie locali e gli accorpamenti di area vasta porteranno a un impoverimento dei servizi». Oggi, a quasi due anni dall’ approvazione della riforma della sanità toscana, datata dicembre 2015 e a sei mesi dall’ entrata in funzione delle cosiddette “aslone” (la nomina dei dirigenti è dello scorso marzo), quei timori si sono tradotti in una denuncia ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio. Lo rende noto Claudia Bienaimè, ex consigliera comunale carrarese, sempre in prima fila in difesa dei cittadini con le associazioni DeMa e Carrara Bene Comune. A lei si è rivolto nei giorni scorsi un “addetto ai lavori” del settore sanitario che ha depositato formale denuncia alle forze dell’ ordine per quello che la stessa Bienaimè definisce «lo smantellamento della senologia apuana». Tutto nasce dalla recente decisione dei vertici dell’ azienda sanitaria di autorizzare il trasferimento di uno dei due medici alla guida dell’ unità operativa senza contestualmente provvedere alla sua sostituzione. Prima di questo provvedimento, la senologia ­ nata nel 2010 dalla fusione dell’ unità di Massa e di quella di Carrara ­ aveva uno staff composto da un oncologo, uno psicologo, un radioterapista, un anatomopatologo, alcuni infermieri dedicati, guidati appunto da due medici. La scorsa estate uno dei due professionisti ha chiesto e ottenuto il trasferimento: «L’ azienda ha dato il nulla osta a luglio, il medico è stato trasferito a settembre, e questo senza alcuna garanzia sulla sua sostituzione» spiega Bienaimè. E così è scattata la denuncia ai carabinieri, incentrata sull’ ipotesi di reato di ostacolo al funzionamento del pubblico servizio. Un atto formalizzato solo dopo una lunga serie di proteste all’ indirizzo dei vertici dell’ azienda, rimaste inascoltate, e dopo le segnalazioni ai sindaci di Massa e di Carrara, ai consiglieri regionali eletti nel territorio apuano e perfino al presidente della Regione, Enrico Rossi. «Come si può pensare che un chirurgo, da solo, riesca a gestire efficacemente l’ intera unità quando dall’ azienda non è arrivato alcun input per la riorganizzazione del servizio? Il personale non è stato consultato, la programmazione è rimasta invariata. Hanno lasciato andare via il medico e basta» attacca la ex consigliera comunale, definendo questo un caso “esemplare” del progressivo depauperamento dell’ intero servizio sanitario locale. Sì, perché secondo Bienaimè dopo la riforma del sistema sanitario si è aperta una competizione tra le varie Asl sfociata in una sorta di “caccia al paziente” che passa attraverso il tentativo di accaparrarsi i professionisti più quotati: «Tutto questo, associato al blocco del turnover e delle assunzioni porta allo smantellamento dei territori più deboli, come il nostro» aggiunge la consigliera che punta il dito anche contro la politica, rea di «non reagire o di farlo solo con estremo ritardo». A farne le spese, come sempre, sono soprattutto i cittadini più deboli: «Il direttore generale di Asl Toscana Nord Ovest ha dichiarato che fino a gennaio 2018 non saranno fatte nuove assunzioni. Una decisione dettata dall’ esigenza di risparmiare soldi» rivela Bienaimè. Secondo la consigliera infatti, dopo la riforma e quindi nel corso dell’ ultimo anno, l’ azienda sanitaria Toscana Nord Ovest avrebbe registrato un’ impennata dei costi di circa 150 milioni di euro: «30 milioni sono dovuti all’ incremento non previsto dei costi di costruzione e gestione dell’ Ospedale delle Apuane, altri 60 milioni per quello di Lucca mentre i restanti 60 milioni sarebbero figli dell’ aumento della spesa sanitaria e farmaceutica» rivela Bienaimè, citando fonti sindacali. Insomma un quadro a tinte fosche per la sanità apuana, che va ben al di là delle guerre di campanile tra Massa e Carrara per accaparrarsi servizi e sedi a cui la cittadinanza è stata da sempre abituata.

Fonte: Il Tirreno Massa – Carrara

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