Settecento medici senza premi di risultato

Gerardo Anastasio, vice-segretario regionale Anaao

Sono circa 700 i medici dell’Azienda ospedaliero­-universitaria che non hanno percepito l’indennità di risultato, una sorta di premio di produttività. A denunciarlo è il sindacato dei medici Anaao dopo aver inviato più missive alla direzione dell’Aoup senza alcuna soddisfacente risposta. Come mai a Pisa, a differenza di altre realtà, non si “premiano” i medici in base a valutazioni oggettive e ai risultati ottenuti?
Risponde Gerardo Anastasio dell’Anaao: «Per il mancato invio delle schede di valutazione da parte dei direttori di dipartimento. Direttori che non si preoccupano minimamente che quelle procedure di valutazione lunghe e complesse sono il frutto di normative nazionali e di oltre un anno e mezzo di concertazione coi sindacati». Lettere non mandate, lettere morte. Dovrebbe essere un obbligo di legge fare queste valutazioni “asettiche ed oggettive” ed è un diritto dei medici ricevere emolumenti premiali in base ai risultati. «Esatto ­ dice Anastasio ­. Esiste sia un obbligo per i dirigenti che un diritto per i medici, ma per quanto concerne i primi se c’ è un obbligo senza una sanzione ecco che questi possono illecitamente soprassedere, mentre dovrebbe essere compito dell’Azienda comminare dei provvedimenti almeno disciplinari». Il sindacato porta avanti la sua lotta non solo per questioni economiche ma soprattutto «perché si vuole evitare forme premiali arbitrarie, di partigianeria». «Il sistema di valutazione e di progressione di carriera ­ riprende il sindacato ­ è istituto di fondamentale importanza per la corretta gestione del personale e processi delicati come questo necessitano di estrema trasparenza: un esempio di ciò deve essere dato in primo luogo da chi ha le più alte responsabilità, e quindi direzione aziendale e direttori di struttura, che dovrebbero essere stati selezionati per le loro capacità manageriali e che vengono pagati dai contribuenti anche per questo». Ma c’ è di più. Il sindacato ricorda che la Aoup «per la predisposizione delle schede di valutazione ha stipulato un contratto di consulenza con una ditta esterna. Per questo sono stati pagati dei soldi dei contribuenti, soldi che risulteranno sprecati se l’ Azienda non ottempererà, perdendo credibilità verso di noi e verso il personale interessato». Alcuni dipartimenti «stanno frettolosamente usando le segretarie per consegnare a mano le schede, cosa vietata dai regolamenti», puntualizza l’ Anaao. Anastasio chiede che venga fatto «un richiamo scritto ai direttori, e che, se recidivi, vengano sanzionati disciplinariamente. Inoltre, gli emolumenti non assegnati dovranno essere immessi nel fondo corrispondente e riassegnati secondo quanto previsto dagli accordi».

Fonte: Il Tirreno Pisa

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