Sei miliardi dal Fondo regionale. Un miliardo e mezzo va alla Asl Sud

Nell'Asl Toscana Sud il personale non basta

Oltre 6 miliardi alle aziende della sanità toscane dal Fondo regionale per l’esercizio 2019: le ha assegnate una delibera presentata dall’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta ieri. Si tratta del primo stanziamento per il prossimo anno del Fondo Sanitario Regionale.Il più delle risorse, che vanno ad aziende sanitarie e ospedaliere, ma non tutte: i 6.373 milioni assegnati sono il 93-94% del totale. Il resto arriverà nel corso del prossimo anno. Quanto arriva dunque alla sanità senese? Più
o meno gli stanziamenti sono quelli dell’anno scorso: ad oggi Asl Toscana Sud Est ‘incassa’ 1 miliardo e mezzo. Gli ulteriori conguagli nel 2019 porteranno il budget a 1,7 miliardi.
Nel frattempo la Commissione sanità del consiglio ha convocato ieri a rapporto tutti i direttori delle Aziende sanitarie e Aziende ospedaliere della Toscana. Un appuntamento annuale introdotto con la riforma: «La Commissione non è chiamata a esprimere un giudizio, ma a verificare la corrispondenza dell’operato delle direzioni aziendali in merito all’ attuazione della riforma. La politica deve riuscire ad unire il bisogno di salute dei cittadini con la capacità del sistema sanitario di coniugare le risposte necessarie», precisa Stefano Scaramelli, presidente della Commissione.
Ogni azienda ha relazionato su aspetti critici e novità introdotte di risposta alla domanda di salute dei cittadini. E così il policlinico Le Scotte di Siena, presente con il direttore generale Valter Giovannini, portare a rapporto il progetto ‘L’ospedale senza tempi di attesa’, che ha portato all’abbattimento delle liste per le visite specialistiche: le prestazioni dell’area cardiologica nel 93% dei casi vengono erogate entro 7 giorni dalla prenotazione; nell’area diagnostica l’attesa a oggi si attesta entro 10 giorni.
Per quanto riguarda l’attività di Asl Toscana Sud Est, su cui ha riferito il direttore generale Enrico Desideri, i presidi dell’area vasta riescono a coprire l’86% dei bisogni di salute dei cittadini residenti: gli esiti della performance per l’attività sanitaria sono superiori alla media regionale e per far fronte alla dispersione territoriale la strada intrapresa è quella della rete fra ospedali e con la medicina generale.

Fonte: La Nazione Siena

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