«Sanità, cambiano assessori e direttori ma qui la musica è sempre la stessa»

«Sono cambiati gli interpreti, i nostri interlocutori non sono più Luigi Marroni ed Eugenio Porfido, ma Stefania Saccardi e Maria Teresa De Lauretis, ma la musica è sempre la stessa». Inizia così il duro attacco che il sindaco Mari Ferrari sferra all’ assessore regionale ed al direttore generale dell’ Asl per lo stato in cui versa la sanità elbana. «Prima hanno creato cittadini di serie A e di serie B ­ tuona Ferrari ­ attraverso una politica sanitaria modulata sulla densità abitativa, poi hanno creato le aree vaste con i centri di eccellenza che in realtà sono scatole quasi vuote, poi si sono inventati la rete dei servizi ridistribuita su più strutture ospedaliere ad oggi inesistente. In compenso ad ogni incontro parlano usando sempre il tempo futuro ‘Faremo, costruiremo, assumeremo’ La realtà è che niente decolla, si vive in un immobilismo sconcertante, i servizi languono in una cronica carenza di personale medico e infermieristico, e gli elbani devono quotidianamente imbarcarsi per cercare in altri presidi servizi elementari e dovuti. Siamo stati tirati dentro una rete che,
consapevolmente abbiamo condiviso
che non consideriamo fallimentare solo perché mai decollata».
Ferrari ricorda che nell’ ultimo incontro sull’ isola ha consegnato al direttore generale De Lauretis una nota con le criticità dell’ ospedale e le fondamentali necessità, talune realizzabili a costo zero. «Ad oggi ­ si lamenta il sindaco ­ ancora nessuna risposta! Sono quindi costretto a sollecitare di nuovo una maggiore considerazione per i problemi della sanità elbana, a partire dai servizi condivisibili e programmabili con gli altri presidi, dalla rivalutazione del sistema emergenza urgenza ormai relegato all’ uso dell’ elisoccorso». Ferrari punta il dito: «Serve la ristrutturazione degli ambienti di lavoro e degenza per garantire il rispetto della dignità, oltre che dei pazienti, dei medici e degli infermieri costretti ad operare con turni e ritmi snervanti in locali dove le condizioni ambientali sembrano non rispettare le condizioni igienico sanitarie e dalla carenza di personale sanitario al pronto soccorso e sul territorio che potrebbe creare situazioni drammatiche con l’ approssimarsi della stagione estiva».

Fonte: La Nazione Livorno

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