Richiamare i pensionati: l’Asl ci pensa

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Pochi, pochissimi medici disposti ad andare a lavorare al pronto soccorso. Ormai è una vera fuga, tanto che la Regione è a lavoro per mettere in campo incentivi economici per convincere i camici bianchi a tornare a scegliere il reparto dell’emergenza urgenza. Ma la penuria di medici riguarda un po’ tutti i settori della sanità e anche in Toscana – come già successo in altre regioni d’Italia – si fa strada la possibilità – impensabile fino a poco tempo fa – di richiamare in servizio i medici già pensionati. Nessuno conferma ufficialmente l’ipotesi, ma l’ indiscrezioni è confermata da più parti. E’ una delle ipotesi in campo. Non l’unica, ma fra le più concrete.Il problema più serio riguarda la mancanza di medici specializzati nel settore dell’emergenza, e comunque di dottori disposti lavorare in pronto soccorso. Il nodo è duplice: non solo manca sempre più questa vocazione, ma anche chi già lavora in pronto soccorso chiede sempre più spesso il trasferimento in a reparti meno stressanti. Sarebbero una
ventina i professionisti che operano nelle strutture dell’Asl Toscana Centro in lista per il trasferimento. Una emorragia che la Regione sta cercando di tamponare mettendo in campo alcuni correttivi. Il bando pubblicato dall’ azienda sanitaria è aperto: sono 20 gli specialisti che servono per coprire i posti vacanti nei pronto soccorso della Toscana centrale – quattro per Prato – ma vista la penuria di specialisti non sarà scontato riuscire a coprirli tutti.
Come detto, i posti mancanti sono 20 e altrettanti quelli che a breve verranno a mancare perché in molti, appunto, hanno chiesto il trasferimento in reparti meno impegnativi. Secondo i dati a disposizione dell’azienda sanitaria, sarebbero appena una quindicina i nuovi medici che hanno mostrato interesse a entrare in graduatoria, pochissimi rispetto alle esigenze. In un quadro del genere, non è affatto scontata la sostituzione dei quattro professionisti mancanti al pronto soccorso pratese, necessari per riportare in pari l’organico in servizio. Un organico che, compreso il 118, conta una trentina di camici bianchi. La Regione per ora sta comunque pensando a un sistema premiante per incentivare i medici a scegliere oppure restare nel settore dell’emergenza.
Si tratta di un incentivo economico, alcune centinaia di euro da aggiungere alla busta paga mensile. Prato è il secondo pronto soccorso della Toscana dopo Careggi per numero di accessi, ogni turno è coperto da sette medici: un lavoro totalizzante che si ripercuote sui ritmi di lavoro, diversi da chi opera in reparto. Per questo è in via di approvazione un incentivo economico tarato proprio sulla mole di lavoro diversa tra pronto soccorso e reparti.
C’è anche un’altra ipotesi in campo: sarà il dipartimento di Emergenza dell’Asl Toscana Centro a studiare la possibilità di utilizzare in corsia giovani laureati in medicina. Dottori freschi di laurea, esclusi dalle specializzazioni, da impiegare in pronto soccorso per almeno due anni. Neolaureati che verranno affiancati da tutor più anziani. Due misure messe in campo in corsa dalla Regione. Anche per evitare di richiamare a lavoro pensionati. Che è e resta l’ultima ratio. Per ora comunque impossibile da escludere.

Fonte: La Nazione Prato

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