Quarantena e isolamento. Così la raccolta del voto

Il momento delle elezioni si avvicina

Possono votare gli elettori positivi al Covid-19 e chi è in isolamento fiduciario? Sì, certo: devono poter votare. Ma occorre seguire le modalità indicate nel decreto legge 103 del 14 agosto scorso, perché la situazione è eccezionale e l’adozione delle opportune precauzioni è indispensabile. Anche per il personale incaricato della raccolta del voto. Il presidente della Repubblica ha raccolto in sei articoli le modalità. Una di queste riguarda l’ inserimento delle schede votate nell’urna. «L’elettore, dopo essersi recato in cabina ed aver votato e ripiegato la scheda, provvede
ad inserirla personalmente nell’urna»: una disposizione che appare finalizzata a limitare i possibili rischi di contagio. Ci sono poi disposizioni che riguardano le sezioni elettorali ospedaliere da costituire nelle strutture
sanitarie tra i 100 e i 199 posti letto che ospitano i reparti Covid-19: queste non solo sono istituite ma sono anche abilitate alla raccolta del voto domiciliare degli elettori e dei ricoverati nei reparti Covid-19 di strutture sanitarie con meno di 100 posti letto.
I componenti di ciascuna sezione elettorale riceveranno indicazioni operative in merito alle procedure di sicurezza sanitarie concernenti le operazioni elettorali: sarà l’autorità sanitaria a farsene carico. Qualora non si possano costituire sezioni ospedaliere o seggi speciali, il sindaco può nominare come componenti «personale delle Unità speciali di continuità assistenziale regionale (Uscar), designati dalla competente azienda sanitaria locale, ovvero, in subordine, previa attivazione dell’ autorità competente, soggetti iscritti all’ elenco dei volontari di protezione civile che sono elettori del comune. La nomina può essere disposta solo previo consenso degli interessati». Se necessario, altri seggi con queste modalità possono essere istituiti da Comune e autorità sanitaria.
E chi deve restare a casa come fa a votare? Lo chiarisce l’ articolo 3: «Gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19 sono ammessi al voto presso il Comune di residenza. Gli elettori di cui al comma 1 devono far pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, con modalità individuate dall’ente medesimo, anche telematiche, in un periodo compreso tra il decimo e il quinto giorno antecedente quello della votazione: una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e recante l’indirizzo completo di questo; un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dai competenti organi dell’azienda sanitaria locale, in data non anteriore al quattordicesimo giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle condizioni» di quarantena o isolamento. Qui entra in gioco l’ufficio elettorale del Comune, che, sentita l’Asl, inserisce gli interessati negli elenchi degli ammessi al voto domiciliare, assegnando la sezione ospedaliera territorialmente più vicina al domicilio.
Il sindaco poi «provvede a pianificare ed organizzare il supporto tecnico-operativo a disposizione dei seggi per la raccolta del voto domiciliare, comunicando agli elettori che hanno fatto richiesta di voto domiciliare la sezione elettorale ospedaliera cui sono stati assegnati, entro e non oltre il giorno antecedente la data della votazione». E infine il voto di questi elettori «viene raccolto durante le ore in cui è aperta la votazione. Viene assicurata, con ogni mezzo idoneo, la libertà e la segretezza del voto nel rispetto delle esigenze connesse alle condizioni di salute dell’elettore».

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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