Pugno duro dell’Asl sui dipendenti infedeli

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

Pugno duro dell’Asl contro medici, infermieri e in generale tutti i dipendenti responsabili di atti di maleducazione, assenteismo o sospetta corruzione. Il nuovo regolamento disciplinare, approvato dall’azienda sanitaria e immediatamente esecutivo, prevede punizioni severe per tutta una serie di comportamenti scorretti o addirittura criminali. Le sanzioni prevedono multe fino a 500 euro, ad esempio per i medici che litigano apertamente con colleghi o utenti. Con sospensioni fino a sei mesi, stipendio compreso, se addirittura si è passati alle vie di fatto. Ma è anche vietato ricevere regali o compensi ritenuti sospetti, perché collegati al proprio lavoro. E il controllo sulla presenza in servizio deve essere ferreo: rischiano provvedimenti disciplinari sia l’ individuo che non giustifica le assenze o si rende responsabile di timbrature e certificazioni false, così come il dirigente che ha l’ obbligo di controllarlo. Nei casi più gravi è previsto il licenziamento immediato. Il provvedimento dell’Asl è frutto di un irrigidimento delle regole previsto dal Governo. In particolare dalla riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Marianna Madia. L’Asl ha recepito le direttive dell’Esecutivo con un nuovo codice disciplinare molto dettagliato, che prevede sanzioni anche per episodi considerati di routine. Pensiamo alla maleducazione, quando non al vero e proprio alterco con il collega di turno o l’ utente: nei casi meno gravi scatta la multa da 200 a 500 euro, con tanto di rimprovero scritto, nei confronti del medico che si è reso responsabile dell’episodio. Ma se il litigio non si è limitato alle parole, il medico viene sospeso per un periodo da tre a sei mesi. Stipendio compreso. Più leggera la sanzione per i non medici e i non dirigenti: fino a dieci giorni di sospensione. Vietato anche ricevere regali, compensi «o altre utilità in connessione con l’ espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati ­ si legge nel regolamento Asl ­ se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli d’ uso, purché di modico valore». Una definizione che rischia di provocare qualche contenzioso. Un’ altra curiosità è quella legata al divieto di fumo: il medico che si mette a fumare dove non deve farlo rischia la multa. Provvedimenti più severi, come la sospensione da tre a sei mesi, sono previsti in casi che riguardano direttamente l’ operatività del servizio sanitario. E cioè il mancato rispetto dei compiti di vigilanza sull’assistenza al paziente e le eventuali negligenze nella compilazione della cartella clinica che abbiano comportato dei danni ai pazienti o all’ Asl. Le molestie di qualsiasi genere, comprese quelle sessuali, possono comportare una sospensione alla prima infrazione e il licenziamento se il comportamento è recidivo. Mentre sull’assenteismo la linea è di quelle che non ammettono repliche. Dalle assenze ingiustificate, passando per le timbrature e le certificazioni false, si rischia il licenziamento anche senza preavviso. Oltre che la denuncia, perché chi commette questo tipo di infrazioni si rende responsabile di un reato. Vedremo se il pugno duro si manterrà tale alla riprova dei fatti.

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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