Pronto soccorso per San Marcello. Il sindaco si prepara a un’azione forte

Battaglia quasi vinta per il sindaco di San Marcello Piteglio

Non c’è ancora una data fissata per l’incontro, che era atteso per la seconda metà di gennaio, in cui i referenti della Regione e della Asl saranno in montagna per far conoscere alla popolazione le loro decisioni sulle richieste avanzate dai Comuni di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, sul ripristino di un pronto soccorso a San Marcello. Le richieste erano contenute nel documento condiviso con la consulta della salute e le associazioni di «Vogliamoilprontosoccorso» da questa dimissionarie. Ma la lunga attesa, per avere risposte certe in montagna, comincia a pesare molto. E non solo fra le associazioni di «Vogliamoilprontosoccorso», che già nel maggio 2017 avevano recapitato, all’assessore regionale Saccardi, le 8145 firme della petizione da loro promossa.
A esprimere preoccupazione, nel consiglio comunale di martedì, è stato il sindaco di San Marcello Piteglio, Luca Marmo, che si è detto pronto a qualche azione di forza nel caso in cui l’assemblea non si concretizzi a febbraio.
«Ci impensierisce molto che non si riesca a trovare una quadra per la data di questo incontro, che aspettiamo e auspichiamo – ha detto Marmo -.
Incontro che ci è stato promesso a più riprese, con punto di caduta inizialmente individuato a fine di gennaio, poi nella prima metà di febbraio, mentre ora si parla genericamente di febbraio. Ci sono state delle interlocuzioni sia con referenti dell’Asl che della Regione e anche un passaggio per iniziare a dare corpo al protocollo di intesa fra il nostro Comune e la Regione». Protocollo che, si ricorda, prevede fra l’altro la creazione di un «modello operativo di sanità montana» che potrebbe avvalersi degli spazi dell’ex conservatorio di Santa Caterina per ampliare il Piot di San Marcello.
«Abbiamo riscontrato consistenti aperture – ha aggiunto Marmo – rivendichiamo però con forza la necessità di trovare a febbraio un momento in cui Regione e Asl incontrino, come a più riprese richiesto, la consulta della salute.
Altrimenti siamo nella convinzione di dover fare un’ azione di forza che potrebbe essere di convocare noi una riunione, oppure andare come amministrazioni comunali, insieme alla consulta e ai cittadini, direttamente a Firenze a chiedere conto di un percorso che ha avuto tutto il tempo di riflessione necessario per darci una risposta nitida e definita».

Fonte: La Nazione Pistoia

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