Prato, l’ospedale è nuovo e già stretto

imgres-1Il nuovo ospedale di Prato è troppo piccolo. E non perché ha appena spento tre candeline ma perché è sottodimensionato. E’ questo il punto di partenza e anche di arrivo (non scontato) del vertice che si è tenuto ieri in Regione. Tutti presenti all’incontro: dal sottosegretario pratese Antonello Giacomelli, primo rappresentante istituzionale ad aver sollevato con estrema chiarezza dubbi sulla capacità di rispondere all’esigenze del nuovo ospedale, all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi passando il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese, ai consiglieri regionali pratesi Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti per arrivare al sindaco di Prato Matteo Biffoni accompagnato dall’ assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani. «C’è la volontà condivisa di individuare un progetto che risolva definitivamente le attuali criticità»: queste le parole a cui si sono affidati gli amministratori in uno stringatissimo comunicato stampa. Del resto si tratta di un’ammissione di colpa nell’ elaborazione dei numeri che, potrebbe aprire un varco anche alle richieste che arrivano dalle altre città in cui si registrano problemi analoghi.

Di fatto, adesso, c’è da decidere quanti posti letto e servizi avrà il nuovo padiglione (per cui esiste già un progetto di massima buttato giù dai tecnici dell’azienda sanitaria) che possa eliminare i disagi che fin dall’inaugurazione si sono registrati. E, non secondario, c’ è da capire quanti soldi servano, quanti ce ne sono e chi li metterà.

Per quanto riguarda le dimensioni che dovrà avere il nuovo padiglione le carte in tavola non mancano. Per cominciare c’è da mettere ogni tessera al posto giusto: se andrà in porto il progetto di acquisto di Villa Ragionieri a Sesto Fiorentino, struttura ora privata destinata a diventare il centro specialistico oncologico della città metropolitana, Prato non continuerà a gestire tutto il reparto di oncologia donne e facendo due conti si tratta di circa 20­25 posti letto in meno. Poi c’ è da valutare di quanto spazio esattamente necessiti per il pronto soccorso: vero problema del “Santo Stefano” con i suoi quasi 100mila accessi all’anno e con i pazienti in barella lungo i corridoi in attesa di trovare spazio nei vari reparti.

E’ probabile che la soluzione scelta sarà quella di trasferire nella nuova palazzina il reparto di psichiatria, attiguo al pronto soccorso. I problemi non sono pochi. Tra le esigenze anche quella trovare spazi agli ambulatori di reumatologia e dermatologia ­ altro tema caldo ­ destinati in origine a essere trasferiti in spazi attigui al vecchio ospedale (ma poi risultati non conformi alla normativa sismica). C’è infine da recuperare almeno 20 posti letto della medicina d’ urgenza “ceduti” fin da subito a una clinica privata, Villa Fiorita, per mancanza di spazi. Il progetto dell’Asl prevede tra i 40 e i 60 nuovi posti letto. Il timore è sbagliare di nuovo le valutazioni in una città che cresce in fretta, con una percentuale di immigrati molto alta e carente per quanto riguarda le cure intermedie e il servizio domiciliare. Crescendo le dimensioni del padiglione però crescono anche le risorse necessarie. E l’equilibrio è difficile da trovare anche se il governo, ha già fatto sapere attraverso il sottosegretario Lotti, che c’è la disponibilità a stanziare 6 milioni di euro. E’ probabile serva un impegno maggiore. Il progetto attuale di ampliamento parte già da un costo compreso tra i 7 e i 10 milioni di euro.

Poi c’è la gestione della struttura, il personale in più necessario per garantire il servizio. Ed è su questo che dovrà intervenire la Regione.

Fonte: Il Tirreno Massa Carrara

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