Prato, caduto Renzi si allontana l’ipotesi di ampliare l’ospedale

Cade il governo e l’ipotesi di costruire una nuova palazzina per ampliare l’ospedale di Prato si allontana. Forse definitivamente. Ci vogliono 15 milioni di euro per costruire un piccolo padiglione da attaccare a quello esistente, ai quali vanno aggiunti altri soldi necessari per operazioni collegate. Una cifra che in questo momento la Regione non ha e che comunque servirebbe per supplire alla carenza di una cinquantina di letti, cioè piuttosto pochi (equivalgono a circa un reparto e mezzo).

Per questo durante le riunioni tra amministratori locali, Regione e Asl, si era detto ai rappresentanti delle istituzioni di Prato, ma anche al sottosegretario alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli, che l’idea dell’assessorato era di trovare spazi per i letti in più in strutture convenzionate o dell’azienda. Se nuovo padiglione doveva essere i fondi andavano trovati a Roma. Ora che il governo Renzi è caduto, questa ipotesi appare non più realistica. E così si dovrà esclusivamente ragionare di riorganizzazione per risolvere i problemi di spazi del nuovo ospedale pratese, progettato nel lontano 2003 evidentemente con poca lungimiranza. L’azienda sanitaria Toscana Centro si è già da tempo attivata per usare gli spazi della ex Rsa di Narnali, dove potrebbero essere messi dei letti di degenza. Poi c’è la questione di Villa Ragionieri. La struttura potrebbe essere acquistata dalla Regione e ospitare il reparto di oncologia medica pratese, considerato uno dei migliori della Toscana in particolare per la cura del cancro al seno. Anche in quel modo si libererebbero spazi nell’ospedale cittadino. Più in generale, finché il problema riguarda solo 50 letti, il sistema sanitario dovrebbe essere in grado di risolverlo senza costruire nuove strutture, cosa che richiede tempo e soldi, per di più in una stagione in cui tutta la sanità va verso una contrazione del numero e della grandezza degli ospedali.

Fonte: La Repubblica Firenze

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