«Più sicurezza al pronto soccorso: In meno di un anno 11 aggressioni»

Simone Magazzini, direttore Pronto soccorso Prato

«Il caso avvenuto nel pronto soccorso è molto delicato. Sono convinto che sull’ episodio farà luce la magistratura». Così Simone Magazzini, direttore del dipartimento di emergenza urgenza, alla luce della notizia che vede indagate due guardie giurate in servizio all’ ospedale e accusate di tentato omicidio per aver picchiato un paziente con problemi legati alla tossicodipendenza. Sulla situazione specifica Magazzini preferisce non entrare, dal momento «che aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso», ma è sicuramente uno dei massimi esperti in grado di tracciare una fotografia di quello che accade quotidianamente ­ e soprattutto nelle ore notturne ­ nei pronto soccorso ospedalieri, specchio della società a cui fanno riferimento.

«In tutti i pronto soccorso d’ Italia, e Prato non fa eccezione, si rivolgono persone che non hanno espressa emergenza sanitaria. Vi arrivano persone che hanno anche disagio di carattere sociale e vivono la cosiddetta marginalità, esprimendo altri bisogni ­ spiega ­ E può capitare che ci siano aggressione sia verbali che fisiche verso gli operatori sanitari e anche gli stessi vigilantes dell’ istituto privato. Dall’ inizio dell’ anno si contano undici aggressioni, quelle con referti. Ho chiesto più volte che sia garantita la sicurezza sia degli utenti che degli operatori, specie di coloro che sono in servizio di notte». E l’ uomo che adesso è ricoverato in ospedale appartiene a questa schiera di persone che si rivolgono al pronto soccorso anche per altre necessità. Anche quella sera si era presentato in pronto soccorso richiedendo un tipo di prestazione che non era sanitaria tanto che l’ uomo non era in attesa per essere visitato: la dinamica di quanto è accaduto quella notte è al vaglio della procura e degli inquirenti. Sembra che l’ uomo abbia anche dormito e solo quando si è svegliato ha alzato un po’ la voce, richiamando al triage esterno sia la dottoressa che i vigilantes. Certi personaggi arrivano al pronto soccorso talvolta per chiedere qualcosa da mangiare, altre volte per dormire e altre per lavarsi. A Prato il numero di persone con disagio che frequenta il pronto soccorso è in numero superiore rispetto ad altre realtà: la città è collocata ai primi posti in Italia per microcriminalità. E certi fenomeni trovano «sfogo» anche in pronto soccorso e sembrano essere la manifestazione di tale situazione. Il che fa pensare che il «Santo Stefano» avrebbe bisogno non solo di una vigilanza interna, che ha funzioni limitate, ma di un posto di polizia che sia operativo non soltanto nelle ore diurne, ma anche in quelle notturne. Certo è che quando dal pronto soccorso parte una chiamata per i carabinieri o la polizia, l’intervento è immediato, ma questo non è sufficiente per garantire una sicurezza a 360 gradi.

Fonte: La Nazione Prato

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