Piombino: punto nascita a rischio. Non ci sarà la deroga

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

Cecina o Grosseto, se non Livorno. E addio neonati al Villamarina. Ieri ­ alle preoccupazioni di una città e dell’ intera Val di Cornia ­ si sono aggiunte quelle dell’ assessora regionale Stefania Saccardi. In un convegno sul servizio sanitario toscano svoltosi ieri all’ Istituto degli Innocenti di Firenze, la responsabile della Salute si è detta molto incerta sul futuro del punto nascita di Piombino. Spiegando che ottenere la deroga da parte del ministero per farlo rimanere aperto appare «una questione complicata». «È uno dei pochi ospedali toscani che continua a registrare volumi di attività molto bassi ­ spiega Saccardi ­ e gli altri sotto soglia, come Barga in Mediavalle e Portoferraio all’ Elba, hanno beneficiato di una deroga da Roma per via della distanza dai presidi più vicini e dell’ insularità. Noi abbiamo comunque chiesto al ministero di darci l’ ok per poter continuare a far nascere i bambini al Villamarina». Ma perché si parla di deroga? Semplice: secondo le linee guida sulla neonatologia ­ aggiornate nel 2010 con un decreto dell’ ex ministro Ferruccio Fazio durante il quarto governo Berlusconi (Pdl) ­ sarebbero a rischio tutti gli ospedali con meno di 1.000 parti l’ anno, a maggior ragione se ne vengono effettuati meno di 500. È il caso del Villamarina, nel quale ­ secondo gli ultimi dati forniti ieri dall’ Usl Toscana nord ovest ­ nel corso del 2016 sono venuti alla luce 281 neonati. Troppo pochi stando ai criteri di efficienza stabiliti dai tecnici del ministero, nonostante il presidio piombinese serva un bacino di utenza di circa 70.000­75.000 persone, non certo quello di una grande città. È per questo che la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, potrebbe firmare la chiusura del reparto del Villamarina. Un’ eventualità di cui si parla da tempo, ma che ora è appesa a una deroga che può arrivare solo da Roma. Intanto ieri a Firenze ­ nel corso del convegno “Lo stato di salute dei toscani e del servizio sanitario regionale” svoltosi all’ Istituto degli Innocenti di piazza Santissima Annunziata ­ sono stati presentati tutti i numeri del 2016. Che hanno riguardato anche i punti nascita. Secondo le diapositive proiettate dal direttore dell’ Agenzia regionale di sanità ­ Andrea Vannucci ­ sono sette i reparti sotto la soglia critica stabilita dal decreto. Ma tutti ­ stando a quanto assicurato da Saccardi ­ almeno per il momento 5 luglio 2017 sopravviveranno. Eccetto uno: Piombino. Sul quale rimane, se la chiusura non è ancora certa, rimane un grosso punto interrogativo. «Il 26% degli ospedali ­ ha spiegato Vannucci davanti alla platea gremita ­ fanno troppi pochi parti e questa è una riflessione sulla quale è bene interrogarsi. Chi difende in maniera appassionata la capillarità di una rete deve prendere in considerazione che la prossimità non sempre è un valore: lo è per tante cose, ma non per altre. È giusto mediare ­ ha concluso il direttore dell’ Ars ­ ma trovando quelle che sono le vie giuste. Bisogna dare alle persone le cure che meritano».

Fonte: Il Tirreno Piombino

(Visto 53 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *