Ospedali e servizi in rete. Fials smonta la proposta

Dal Fials allarme sul numero di medici

«Negazioni, molte promesse e poche certezze». Il segretario provinciale Fials Massimo Ferrucci non ha dubbi. Ed è questo in estrema sintesi il giudizio del sindacato sulla proposta di riorganizzazione dei servizi socio­sanitari del maxi distretto che unisce Bassa Val di Cecina e Val di Cornia, a cominciare dall’ospedale unico articolato sui due presidi di Cecina e Piombino. Un giudizio che segue all’illustrazione del progetto fatta dalla direttrice generale dell’Azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis nel corso dell’assemblea 
pubblica a Donoratico l’11 aprile.«Il vizio di origine è tutto nella applicazione del decreto Balduzzi», dice Ferrucci. Che sottolinea: «Si è realizzata una ibridazione che nel corso del tempo impoverirà le due realtà realizzando una progressiva migrazione verso altre strutture. E per evitare ulteriori mistificazioni occorre ricordare che l’ospedale di Cecina, che insiste su un bacino di oltre 80.000 abitanti, si collocava già all’interno degli ospedali zonali».
L’emodinamica «rimane nel novero delle promesse». Il segretario Fials smonta anche l’ apertura di un Servizio di diagnosi e cura con posti letto a Piombino. «La promessa risale a oltre 10 anni or sono. Avevamo contestato la presenza di posti letto per malati psichiatrici in Medicina generale e la carenza di posti letto nell’ospedale di Livorno, 16 per tutta la provincia quando le Società scientifiche indicavano il parametro per posto letto popolazione adulta di 1 posto letto ogni 10.000 abitanti».
Ferrucci bolla come «scontato» che l’ ospedale di Cecina sia il presidio di riferimento per l’area Materno infantile «alla luce delle prestazioni fornite, come il numero di parti» ed è «scontato perché previsto dalla legislazione la presenza del pediatra nelle 24 ore». Inoltre, si chiede all’Azienda sanitaria di «dire con chiarezza che il punto nascita a Piombino sarà chiuso, salvo adeguare i parametri di personale senza ricorrere ad altre deroghe».
Non convince neppure la Riabilitazione cardiologica che «è già presente nell’ospedale di Cecina e non ci sembra un gran successo la sua riproposizione come punto di riferimento provinciale». Mentre «non si capisce perché la Asl non dice nulla del progetto di chiusura dello sportello protesi di Piombino e Cecina con l’invio delle pratiche a
Pontedera e non spiega quali spese ha comportato la partecipazione al Centro ortopedico toscano di Campiglia e quali
benefici sono stati ottenuti dai cittadini».
Mentre «in apparenza la Senologia per attività specifiche nell’ospedale di Cecina è una buona prospettiva ma ciò che non convince è che l’ottima realizzazione della Brest unit in Livorno non diminuisce i disagi degli utenti della provincia per gli interventi che dovranno necessariamente essere effettuati a Livorno».
Insomma, per il sindacato Fials risulta chiaro che un «ospedale su due presidi comporterà la ripartizione delle attività tra gli stessi evitando doppioni e ciò determinerà gli spostamenti dei cittadini e la possibile mobilità degli operatori». Il segretario Ferrucci invita l’Azienda sanitaria a spiegare ai cittadini «come farà ad attivare i presunti nuovi servizi quando si propone di coprire il turn over del personale per l’85%». E sottolinea che «l’Asl Toscana Nord ovest a oggi spende per il personale 642 milioni di euro di gran lunga al di sotto del tetto di spesa previsto dalla legge di 754 milioni e pertanto in assenza di investimenti sul personale eventuali nuovi servizi non sono realizzabili e i diritti dei lavoratori non sono rispettati». Inoltre, mette in luce che la direzione Asl «non ha investito nell’innovazione e nell’acquisto di nuove apparecchiature». Evidenziando che «nella Azienda universitaria pisana ci sono
quattro navigatori e pertanto vengano attuate tecniche nuove per gli interventi chirurgici con attrazione
di utenti».
Un accenno anche al tema delle Case della salute, previste a Rosignano, Piombino e in seguito a Venturina. «L’azienda continua a “vendere” la realizzazione delle Case di salute facendo un altro annuncio, ma nell’immediato non ha potenziato le attività di assistenza territoriale a fronte della diminuzione del numero dei posti letto ospedalieri. E continua con l’ appalto delle prestazioni di diagnostica ai privati in aderenza ai dettami della legge regionale 85/2015, che deve essere cancellata e purtroppo è stata sostenuta dai sindacati confederali».

Fonte: Il Tirreno Cecina

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