«Ospedale nel caos fra disservizi e turni massacranti per il personale»

Promozione per il policlinico di Carrara

Sanità bollente al di là delle temperature: entra sulla scena Alessandro Amorese,
dirigente nazionale di Fratelli d’ Italia, che tuona sul Noa. «A quasi due anni dall’ apertura dell’ ospedale unico delle Apuane è necessario fare un bilancio ed il punto della situazione sulla nostra sanità. Le problematiche, emerse fin dall’ inizio, che abbiamo denunciato più volte sono rimaste tali e quali, se non peggiorate. Non è cambiato nulla sul fronte delle cure intermedie e sulle strutture del post­-ricovero, poche e sempre sature, con tutti i disagi e le tante circostanze di dimissioni difficili, di problematiche di riabilitazione, di persone che l’ ospedale non può tenere (essendo pensato per i malati acuti e quindi per pochi) ma che non hanno la possibilità di essere seguiti dopo le dimissioni. L’ area chirurgica è chiaramente quella che più soffre queste complicazioni». Alessandro Amorese prosegue nella sua disamina inclemente: «Stiamo entrando nel vivo della stagione estiva e sembra che il pronto soccorso non sia ancora organizzato e strutturato per ricevere gli accessi che mediamente aumentano con il raddoppio della popolazione nei mesi di luglio ed agosto. La scorsa stagione non ha insegnato nulla? Quella che si impone, mese dopo mese, è la grande esigenza di avere nuovi medici e nuovo personale infermieristico. Un’ urgenza che la dirigenza dell’ Asl e di conseguenza la Regione Toscana sembrano non voler comprendere. Oltre ai cittadini che si trovano spesso in prima persona ad avere a che fare con le varie problematiche del Noa, le autentiche vittime di un modello sbagliato sono gli infermieri: paracadutati nell’ intesità di cure, in poco tempo si sono dovuti attrezzare da soli in reparti polispecialistici con tutto quello che ne consegue nella quotidianità della professione. A questa situazione dobbiamo aggiungere turni a volte massacranti con mancanza di personale: non sono pochi i casi di situazioni in cui si è assistito ad assunzioni di medici ed infermieri in sostizione di trasferimenti pensionamenti. Alcuni esempi: pensiamo alle visite ambulatoriali (peraltro senza i messi dell’ ospedale) sul territorio di ortopedia, esterne al Noa, ferme perché le dottoresse sono in aspettativa o in maternità. Gravissima la scarsità cronica di tecnici radiologi nelle sale operatorie per le quali spesso si deve rimandare un’ operazione. Il problema delle liste df’ attesa infinite è cosa nota quanto impossibile da non modificare. A tutto questo si aggiunge la tendenza sempre più alta di richiesta di trasferimento del personale. Medici ed infermieri dal Noa se ne vogliono andare».

Fonte: La Nazione Massa-Carrara

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