Lucca, ospedale quante carenze. Il comitato alla Saccardi: «Ecco i nostri dubbi, ci risponda»

«Assessore Saccardi, ci risponda». La visita in città dell’ assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi è l’ occasione per tornare a parlare della sanità lucchese da parte del Comitato a Difesa della Sanità Pubblica, che pone una serie di quesiti e che ricorda come l’ allora assessore, ora governatore, Rossi sia il responsabile principale della costruzione del nuovo nosocomio che ha costituito un impoverimento per tutto il territorio. «Ai lucchesi ­ si legge in una nota ­ resta la beffa di avere un ospedale non in regola con le certificazioni, una elisuperficie a 38 metri da una casa abitata, vasche “volano” scoperte per prevenire alluvioni, puzza di fognatura ogni volta che vengono fatti interventi sulle stesse fognature, problemi della climatizzazione interna, che sicuramente è stata fatta al massimo risparmio, e perfino di troppa vicinanza alle civili abitazioni. E scale di sicurezza che già hanno richiesto una revisione e tutta un altra serie di problematiche che vengono taciute sicuramente legate alla qualità della costruzione». Il comitato ricorda inoltre come l’ ospedale abbia 90­100 posti in meno rispetto a quelli promessi nel lontano 2005 e sottolinea come sia condivisibile l’ idea di Saccardi rivedere il Project Financing che lega l’ ospedale a un gruppo privato che fornisce i servizi non sanitari, a patto che le condizioni le rivedano i sindaci della Piana, visto che ogni anno il territorio paga, per 23 anni, una sorta di cambiale da 12­15 milioni di euro. «Il concessionario privato ha sborsato per il S.Luca 50 milioni di euro ­ si legge ­ ma la Regione non ha realizzato per i cittadini della Piana di Lucca tutti i 410 posti letto promessi. Una serie di inadempienze che conducono alla seguente lista di penali: mancate certificazioni a tre anni dall’ apertura del San Luca, tra cui l’ elisuperficie; meno 90/100 posti letto equivalenti al costo di 36­40 milioni di Euro, che comunque abbiamo pagato ; tutti i servizi definiti «minimo contrattuale» che dobbiamo pagare anche se non utilizzati; meno 80 posti letto per l’ assistenza ospedaliera post «fase acuta» che dovevano essere collocati al «Campo di Marte». Il Comitato, infine, pone all’ assessore una serie di domande: «Assessore Saccardi, non le sembra che l’ ospedale di Lucca sia stato imposto ai cittadini da una politica che non ha saputo essere lungimirante? Pensa che il progetto nuovo ospedale sia stato rispettoso dei bisogni assistenziali della popolazione? Richiamiamo al riguardo le proposte formulate a suo tempo dal Comitato Lucca per una Sanità Migliore e le sconsolate previsioni del dott. Raffaello Papeschi, (medico psichiatra) che ne fu convinto animatore e guida»

Fonte: La Nazione Lucca

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