«Liste di attesa? Non si abbattono prenotando più esami»

Massimo Niccolai, segretario Fimmg Pistoia

«Le liste di attesa si abbattono aumentando la produttività dell’ ospedale e il
numero dei medici che fanno la specialistica, non moltiplicando inutilmente i centri di
prenotazione degli esami, con il solo rischio di paralizzare gli ambulatori dei medici di
famiglia». Parla chiaro Massimo Niccolai, segretario provinciale dei medici di medicina
generale (Fimmg). E’ duro il suo commento dopo l’ annuncio, fatto dalla Asl Centro tramite
il direttore del dipartimento di medicina generale, Vittorio Boscherini, della attivazione
del percorso veloce (il cosiddetto fast truck) che consentirà di prenotare esami come le
ecografie e le radiografie presso gli ambulatori di medicina generale. Saranno gli stessi
medici di famiglia a contattare un numero telefonico dedicato alle urgenze. «Non è la
prima volta che si tenta questa strada ­ spiega Niccolai ­ il punto è che qui si sono fatti due
grandi errori: uno è operativo e l’ altro, più grave sul profilo della responsabilità, di
comunicazione. Mi spiego meglio. Dal punto di vista pratico, l’ operazione non potrà mai
funzionare fino a quando non si penserà a un modello di inserimento delle richieste e dei dati per via
telematica, che riduca drasticamente i tempi. Basti pensare che ogni richiesta da parte di esami
diagnostici di questo tipo deve essere valutata dal medico di famiglia, ciò che comporta tempo. Oltre al
fatto che dovrebbe essere lo stesso medico di famiglia a suggerire, solo in caso si trovi davanti a un’
urgenza, questo percorso al proprio paziente. Poi c’ è la telefonata al numero dedicato, un numero che
lascia il medico di famiglia in attesa anche per mezz’ ora, lo abbiamo sperimentato già altre volte.
Questo tempo è impensabile in una giornata lavorativa in cui si faccia ambulatorio, se non a patto di
rinunciare all’ ambulatorio stesso. Quindi l’ unica soluzione sarebbe quella di realizzare una piattaforma
di lavoro per il medico con inserimento dei dati per via telematica».
Ma il problema è anche un altro, e cioè il fatto che si è voluto far passare un messaggio sbagliato.
«Cioè che ognuno possa richiedere esami a piacere al medico di base, il quale avrà il compito di
prenotarli in un ambulatorio trasformato in cup. Questo è un messaggio pericoloso, e non solo per noi
medici di medicina generale, ma anche per gli stessi ospedalieri che rischiano di essere travolti dalle
richieste, con un conseguente allungamento delle liste di attesa, esattamente il contrario di quello che si
voleva ottenere»

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