Le squadre anti-covid ancora in azione. Prolungata l’attività fino a metà ottobre

L’Asl Toscana Centro proroga ancora l’attività delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) che operano sul territorio dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Con il Covid-19 che in questi giorni sembra essersi riaffacciato sul territorio, l’azienda sanitaria ha rinnovato fino al 15 ottobre prossimo l’ incarico per le quattro squadre di medici e infermieri impegnati nell’assistenza domiciliare e all’interno delle strutture per anziani e disabili.Un lavoro prezioso che ha permesso da una parte di alleggerire il carico sul sistema ospedaliero e sui medici di famiglia e dall’altra di garantire un’ assistenza continua ai pazienti affetti da coronavirus direttamente a domicilio.
Migliaia di ore di servizio I dati forniti dall’azienda guidata da Paolo Marchese Morello parlano di oltre 20mila ore di servizio svolto nei mesi di aprile e maggio nell’intero territorio di riferimento, cioè nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. L’incarico, iniziato l’ultima settimana di marzo, aveva una durata di tre mesi e si è concluso all’inizio di luglio, per essere poi prorogato di un altro mese. Con il decreto del 14 luglio scorso, infatti, il governo ha prorogato lo stato di emergenza – inizialmente fissato fino al 31 luglio – alla metà di ottobre. Una decisione che ha permesso all’Asl di mandare avanti i servizi connessi alla lotta al virus. In attesa di capire cosa succederà in autunno, visto che l’azienda si riserva «ulteriori proroghe in caso di nuove disposizioni normative a riguardo». Mezzo milioneNel complesso il costo dell’operazione per l’Asl Toscana Centro ammonta a mezzo milione di euro al mese, considerando un compenso di 40 euro lordi per ogni ora di attività a ciascun medico coinvolto nelle Usca e di una quota che oscilla da 120 a 300 euro, a seconda della grandezza dell’unità speciale, per i referenti di distretto.
Il territorio dell’ex Asl 11 è stato sudiviso in tre aree di riferimento: Empolese, Valdelsa e Valdarno. La prima, che ha la sua sede presso l’ospedale San Pietro Igneo di Fucechio, dispone di tre unità speciali (una dedicata solo ad Empoli, una a Montelupo, Vinci e Capraia e Limite e una a Fucecchio e Cerreto Guidi). La seconda, invece, ha sede nell’ospedale di Castelfiorentino e copre cinque Comuni: Castelfiorentino, appunto, Certaldo, Gambassi, Montaione e Montespertoli. Mentre quella del Valdarno ha sede a San Miniato e si estende sui quattro Comuni dell’ area. Per rendere operative le Usca, che sono attive sette giorni su sette dalle 8 alle 20, l’azienda sanitaria è ricorsa ad assunzioni a tempo determinato di medici titolari e sostituti di continuità assistenziale, medici che frequentano il corso di formazione, i reperibili delle continuità assistenziali e anche i laureati in Medicina abilitati e iscritti all’ordine.
A queste figure sono state affiancati medici e infermieri già dipendenti Asl, che si sono resi disponibili in conseguenza della sospensione di alcune delle attività di routine in questi mesi di emergenza. Il servizio ha permesso di assistere centinaia di pazienti affetti da Covid che non necessitavano di ricovero ospedaliero e pazienti sospetti Covid in isolamento domiciliare, oltre agli ospiti delle Rsa del territorio.
Un caso in 48 ore Intanto proprio nell’Empolese Valdelsa nelle ultime 48 ore si è registrato un nuovo caso di coronavirus. È stato registrato dal bollettino dell’Asl Toscana Centro di ieri, domenica 16 agosto, e riguarda una persona residente nel Comune di Cerreto Guidi (il terzo caso nel corso degli ultimi giorni). A Ferragosto, invece, non c’erano state ulteriori positività al Covid-19. In generale, però, anche nelle zone dell’Asl Toscana Centro si continua a registrare un aumento sensibile. Nella giornata di Ferragosto, dunque sabato 15, erano stati 3 i casi registrati. Come detto nessuno nell’Empolese Valdelsa, ma uno a San Miniato. Nella giornata di ieri, invece, sono stati 8. Oltre alla già citata persona di Cerreto Guidi sono stati certificati a Firenze (2 casi, il giorno precedente erano stati 5), Prato (2 casi), Montecatini (2 casi) e Massa e Cozzile.

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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