«Le prestazioni chirurgiche non verranno ridotte»

Corsa ai ripari per il commissario Asl Toscana Nord Ovest

Le prestazioni chirurgiche non diminuiranno, nè in qualità nè in quantità. E Cecina diventerà un polo regionale per la medicina di genere. Dopo le polemiche (che non si fermano) per il provvedimento con cui l’’Asl declassa l’unità complessa di Chirurgia Generale in unità semplice e porta a Cecina un’unità complessa di Chirurgia Oncologica e ricostruzione del seno, il direttore sanitario Mauro Maccari spiega cosa dovrebbe succedere. «L’impostazione dell’azienda – spiega Maccari – prevede, tra le varie azioni, un importante investimento nello specifico settore della chirurgia generale ma non come avveniva in passato sulla sola unità operativa complessa di chirurgia generale bensì su di una unità operativa complessa di Chirurgia Generale ad indirizzo di Chirurgia Oncologica e ricostruttiva della mammella, che si andrà ad aggiungere ad una struttura semplice dipartimentale di chirurgia generale che si differenzia notevolmente da una struttura semplice in quanto gode della piena autonomia organizzativa e funzionale, rispondendo al livello di area dipartimento chirurgico. Questa struttura è stata volutamente creata a livello dipartimentale in quanto la casistica e gli interventi di chirurgia generale che oggi si eseguono a Cecina, così come gli stessi professionisti che vi operano, hanno titolarità a tutti gli effetti di mantenere una organizzazione autonoma». Per Maccari “alla base di questa scelta c’è poi, il notevole cambiamento in corso in questi anni per quanto riguarda le tecniche operatorie e anestesiologiche, che sta spostando molti interventi in Day Surgery ed in regime ambulatoriale, lasciando come chirurgia in ambito di ricovero solo interventi altamente demolitivi, per fortuna non sono moltissimi”.

«Tutto questo – continua il medico – non avrebbe permesso a due strutture complesse di chirurgia generale “gemelle”, di avere numeri adeguati per arrivare alle soglie minime di interventi previste dalla attuale normativa. Stante invece la possibilità di dare spazio ad una chirurgia così necessaria come quella che si occupa della mammella e che ha bisogno di uno specifico percorso assistenziale multiprofessionale dedicato, si è quindi deciso di investire a Cecina, arricchendo l’ospedale di una specifica branca specialistica chirurgica quella“oncologica ricostruttiva della mammella” che, ricordo, è uno specifico indirizzo della chirurgia generale e non un’altra branca chirurgica. Tale scelta è stata operata in un ospedale che si candida a pieno titolo ad essere uno dei primi ospedali in Toscana ad essere impostati nella parte specialistica sulla medicina di genere. Quanto alle prestazioni di chirurgia generale rassicuriamo la cittadinanza sul fatto che queste continueranno ad essere erogate all’ospedale di Cecina nello stesso modo, in quantità e soprattutto in qualità».

Fonte: Il Tirreno Cecina

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