«Le polemiche? Fuocherelli locali». Desideri attacca: qui la sanità migliore

Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est

Una pioggia di critiche gli è caduta addosso, prima da Luciano Ralli poi, a catena, da alcuni big del Pd. Ma adesso Enrico Desideri, direttore generale di area vasta, alza lo scudo e contrattacca. Come risponde alle polemiche? «Rispondo intanto da qui, dal San Donato, dove mentre parlo è in corso un incontro nazionale della cosiddetta Slow Medicine, la medicina che valuta sé stessa attraverso gli occhi dei malati. Ebbene, da questo incontro viene fuori che i dati della Asl aretina sono i migliori d’ Italia». Basta questo per respingere al mittente le critiche? «Si tratta di fuocherelli locali, cose che succedono. Però vado oltre visto che credo molto nell’ ascolto. Così, lunedì 19 giugno, terremo al San Donato un incotnro do ascolto tra il management, i medici e i cittadini. E’ questa la mia risposta». Tutto bene madama la marchesa? «Siamo fieri di quello che abbiamo fatto, ma tutto bene no. Ci sono tante cose a cui mettere mano e ci infilo pure il pronto soccorso e le liste d’ attesa». Il segretario Pd Dindalini sostiene che con l’ area vasta avete pensato più alla distribuzione degli incarichi che al front office? «Dindalini ha altri problemi in questo momento, farebbe meglio a pensare a quelli». Risponda sugli incarichi… «La costituzione di area vasta è stata ed è un cantiere complesso, non si tratta di distribuire incarichi ma di gestire una struttura con undicimila dipendenti e lo si può fare solo con una filiera forte. Non può essere il direttore generale a occuparsi di tutto. Ma voglio sottolineare che in questa ristutturazione Arezzo sta facendo la parte del leone con buona pace delle altre province ed è perché qui abbiamo grandi eccellenze». Rischiamo di disperderle? «No e faccio un esempio. Ho avuto in queste ore i dati della medicina interna della grande Asl e sono starordinari. Ho poi presentato al Mef i nostri dati sullo scompenso cardiaco e la bronchite cronica ostruttiva. Il ministero ci ha chiesto di generalizzarli al sistema sanitario come modello virtuoso. La realtà è che stiamo lavorando con l’ ottica dei cittadini». Le liste di attesa… «Tra le più contenute d’ Italia ma si può e si deve migliorare». Pochi i posti letto? «Nei cinque ospedali della provincia il tasso di occupazione medio è dell’ 84%, vuol dire che ogni giorno abbiamo una quindicina di letti disponibili». Perché allora le contestazioni? «Forse perché tra dicembre e febbraio ci siamo effettivamente fatti cogliere di sorpresa dalla virulenza dell’ epidemia influenzale che ha saturato le strutture. Un episodio imprevedibile, ma ogni lezione va messa a frutto». Si spieghi meglio… «Aumenteremo i posti letto di medicina interna insieme all’ osservazione in pronto soccorso. E dunque i posti non mancano, ma la crisi l’ abbiamo avuta come è successo in ogni ospedale d’ Italia». Fate abbastanza contro il fenomeno del disagio giovanile? «Non abbastanza e la critica è giusta, non ce ne siamo occupati a sufficienza mentre il problema è molto grave. Non si risolve però apprendo un ambulatorio in più, si affronta insieme ai comuni e alle associazioni creando una sinergia di sistema»

Fonte: La Nazione Arezzo

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