L’Asl propone interventi in clinica privata accettano solo in 56, ma l’attesa si dimezza

L'ospedale di Pontedera sorvegliato speciale

Le telefonate mirate permettono di abbattere le liste d’ attesa. Ma in pochi, tra coloro che devono sottoporsi a interventi ortopedici o di chirurgia generale di minore complessità (come ernie, cisti ed emorroidi) all’ospedale Lotti di Pontedera, accettano la proposta di rivolgersi alle cliniche private per accorciare i tempi. È il quadro che emerge, dati alla mano, dopo il primo mese del piano messo a punto dall’Asl per ridurre i tempi di attesa per determinate prestazioni.COME FUNZIONA. «In primis – fa sapere l’Azienda – chiediamo se hanno ancora necessità di un intervento, visto che qualcuno potrebbe essere stato in lista anche in altre aziende sanitarie e magari essersi già operato, oppure potrebbe aver risolto il problema in un altro modo, sopperendo con delle terapie». E infatti decine di persone, tra le centinaia contattate in queste settimane, hanno chiesto di essere cancellati dalla lista d’ attesa. A chi ha ancora necessità di operarsi viene proposta un’alternativa in tempi brevi in una struttura
privata accreditata. Le opzioni, a seconda del tipo di intervento, sono 4: Casa di cura Villa Tirrena a Livorno, Barbantini e Santa Zita di Lucca e San Camillo a Forte dei Marmi.
IN POCHI ACCETTANO. I tempi proposti per arrivare finalmente in sala operatoria variano dai quindici giorni a un mese. I primi interventi sono stati effettuati la scorsa settimana. Ma l’operazione finora non
ha riscosso un grande successo: soltanto 56 persone infatti hanno accettato di farsi operare. Tutte dovevano fare interventi di piccola chirurgia della mano o del piede, artroscopie oppure ernie, asportazioni di cisti ed emorroidi.
NUMERI. In particolare, per quanto riguarda gli interventi nel reparto di ortopedia, guidato dal primario Franco Carnesecchi, in un mese sono stati cancellati dalla lista d’ attesa 97 pazienti: 46 di questi erano
già stati operati altrove, o comunque non necessitano più dell’ intervento chirurgico. Gli altri 51, invece, decisi a risolvere il problema in tempi rapidi, hanno accettato la proposta dell’Azienda sanitaria di rivolgersi a una clinica privata accreditata. Numeri ancora più ridotti per quanto riguarda la chirurgia generale, dipartimento diretto dal dottor Aurelio Costa, dove le persone in lista d’attesa sono complessivamente 413 (mentre in quella di ortopedia sono 950): in questo caso sono state depennati dall’elenco soltanto otto pazienti: tre di loro erano già stati operati altrove, altri cinque invece hanno accettato di essere dirottati verso una struttura privata. La reazione dei pazienti, molti dei quali preferiscono aspettare i tempi della sanità pubblica (spesso con l’ obiettivo di farsi operare da un medico di fiducia), potrebbe cambiare quando nelle strutture esterne opereranno “in trasferta” i professionisti provenienti dall’ ospedale, ipotesi che l’Asl ha già previsto in un futuro non troppo lontano.
LA BUONA NOTIZIA. Ma al di là dell’adesione all’attuale “piano B” messo a punto dall’Asl, la raffica di telefonate mirate (centinaia quelle già effettuate), hanno permesso di ripulire le liste d’attesa e di
conseguenza di ridurre i tempi per coloro che aspettano di sottoporsi all’ intervento. Un mese fa, infatti, il tempo medio di attesa a ortopedia era di 337 giorni e ora è sceso a 240. Attesa praticamente dimezzata, invece, per quanto riguarda la chirurgia: dai 206 giorni che si registravano poche settimane fa, ai 118 di adesso. Risultati che spingono l’Asl ad andare avanti con le telefonate mirate.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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