La Fials attacca: «La riforma penalizza solo Piombino»

Dal Fials allarme sul numero di medici

Per Massimo Ferrucci, segretario provinciale del Fials, quello dell’assessore Saccardi sul Pronto soccorso è l’ennesimo annuncio. «Le notizie apprese dalla stampa sulle nuove regole per l’accesso ai Pronto soccorso dettate dall’assessore Saccardi sono un altro spot propagandistico, una fuga dalla realtà» dice con chiarezza.

Le case della salute. E poi spiega: «Le linee della programmazione sanitaria si sviluppano nel senso di limitare gli accessi impropri alla struttura ospedaliera ed aumentare l’offerta delle prestazioni territoriali. È palese l’incoerenza tra le enunciazioni e i fatti. Le Case della Salute sono le strutture dove si erogano la gran parte delle prestazioni sanitarie e sociali per i cittadini. Studi della Agenas sull’esperienza delle Case della Salute evidenziano, tra l’altro, la rilevante riduzione degli utenti al Pronto soccorso. La classificazione della delibera della giunta regionale 117/2015 indica i requisiti delle Case della Salute e fissa un principio importante di integrazione tra ospedale e territorio. Pertanto molti casi di pazienti affetti da malattie croniche non dovrebbero arrivare al Pronto Soccorso e all’atto della dimissione dall’ospedale dovrebbe essere garantita al cittadino la necessaria continuità assistenziale. Ed infine come si realizza la comunicazione tra territorio ed ospedale? La prevista cartella informatica anche per lo scambio di informazioni non è stata attivata e ciò non consente di avere immediatamente le notizie per inserire il cittadino nel percorso adeguato e non ripetere esami evitando l’ingolfamento dei servizi. Dov’è la Casa della Salute annunciata nel 2013 con Accordo tra ASL 6 e Comune di Piombino con realizzazione prevista nel 2016? Nel presente, dopo che sono trascorsi ben quattro anni dall’annuncio in pompa magna, viene raccontato che la progettazione della Casa della Salute sarà conclusa nel gennaio 2018 e nel 2019 ci sarà l’apertura. Questo è lo scarto tra le enunciazioni e i fatti».

Pochi laboratori e posti letto. «Il progetto Saccardi – scrive ancora Ferrucci – si basa sulla possibilità di rendere più efficace il modello gestionale del Pronto soccorso, ma non agisce a monte evitando il ricorso improprio alla struttura ospedaliera. Cosa servono i numeri al posto dei codici (bianco, verde, azzurro)? Lo snellimento delle valutazioni cliniche/assistenziali ed la correlativa riduzione delle attese al Pronto soccorso, se si realizzerà, sarà apprezzabile, ma tale possibilità è collegata alle rapide risposte del servizi di diagnostica, alla disponibilità dei posti letto negli ospedali, alla creazione di posti letto per cure intermedie e ad una efficace continuità assistenziale sul territorio. I servizi di laboratorio sono stati ridotti ai minimi termini, la percentuale dei posti letto è la più bassa tra tutte le ex Asl confluite (2,19 per mille contro il 3,15 per mille regionale) ed il numero degli operatori nei servizi territoriali (Distretti) è palesemente carente. Non esiste un progetto con un concreto programma attuativo per la sanità della Val di Cornia. Abbiamo assistito nel tempo a varie promesse e spot pubblicitari diretti a spostare l’attenzione dai veri problemi. Quale fine ha fatto la costruzione del nuovo ospedale a Riotorto? Ed inoltre l’attuazione del modello per intensità di cure è fallito ed ha comportato la riduzione dei posti letto e del numero degli operatori».

Piombino depotenziato. Secondo il Fials: «Gli effetti della legge regionale 84/2015, sostenuta da Cgil, Cisl e Uil, ha portato alla concentrazione delle attività in pochi centri della Asl nord ovest e ad una correlativa riduzione di quelle dei presidi ospedalieri di zona. Prima dell’approvazione del piano attuativo locale il direttore generale ha promesso di elevare ad unico centro per la protesica l’ospedale di Lucca e sempre in tale presidio collocare attività specialistiche per l’oculistica. Mentre per l’ospedale di Piombino non vengono garantite a livelli adeguati le attività delle specialistiche (es. una seduta settimanale per l’urologia) è a rischio il punto nascita, si è realizzata la cessazione del direttore dell’Ortopedia, le liste di attesa per la diagnostica non si riducono. Il rimedio della direzione della Asl, in linea con la legge regionale 84/2015 è stato di affidarle in appalto al privato. La conferenza dei sindaci come al solito non esercita il ruolo che le compete secondo la legge ed è subalterna alla direzione generale come peraltro è avvenuto nel corso degli anni. L’ospedale unico su i due presidi di Cecina e Piombino è la somma di due debolezze. Non sono stati raggiunti i parametri numerici di popolazione previsti dal decreto Balduzzi per avere la classificazione di ospedale di I livello (150.000/300.000 abitanti) e per questa ragione è possibile la dislocazione di unità operative da Piombino a Cecina e viceversa».

Bacini analoghi hanno i servizi. Il Fials è convinto che l’applicazione del decreto Balduzzi sia una variabile socio/politica. «Se prendiamo a riferimento presidi ospedalieri con bacino di popolazione analogo a quello della somma della Val di Cecina e Val di Cornia (es. ospedale Apuane bacino abitanti 149.568, Cecina più Piombino 141.291) si riscontrano presenze di unità operative con posti letto di psichiatria, pneumologia, neurologia, chirurgia vascolare, malattie infettive, anatomia patologica ecc… Perché non si adegua anche la realtà ospedaliera dei presidi di Piombino e Cecina? Ciò anche in ragione del fatto che la zona elbana (32.115 abitanti) utilizza i servizi di Piombino. Occorre chiedere un adeguamento e un rafforzamento delle attività specialistiche e prevedere la creazione di una struttura di emodinamica per servire gli utenti di Val di Cornia, Val di Cecina, Elba e zone limitrofe.
Apparecchiature e personale. «La direzione della Asl invece di appaltare i servizi di diagnostica dovrebbe investire su nuove apparecchiature e aumentare il personale. Ci risulta che sono in funzione apparecchi vecchi e in molti casi viene richiesta in caso di ricovero in altri ospedali la ripetizione degli esami. Occorre agire su più versanti con un incremento del numero degli operatori, cambiamento dei modelli organizzativi e incentivazione economica del personale. Sul versante del fabbisogno del personale all’assistenza è indispensabile effettuare una ricognizione delle necessità dell’ospedale e dei servizi territoriali. Occorre assumere a tempo indeterminato evitando il lavoro interinale che pesa 21% in più sui bilanci aziendali».
Fasce economiche. «Il personale ha sopportato una consistente riduzione nel corso degli anni ed è stato chiamato a produrre di più. Sono state consumate più ore di straordinario, sono stati ridotti i fondi contrattuali a causa della diminuzione degli operatori e la Asl ha usato le risorse per la propria organizzazione e non per corrispondere gli aumenti dovuti ai lavoratori. Oggi un 30% dei lavoratori sarà escluso dalla
erogazione degli aumenti salariali mentre nella zona di Massa dove il personale è cresciuto ciò si realizzerà al 95%. Il Fials non ha firmato quell’accordo perché è ingiusto e perché ha dimostrato l’esistenza di risorse che permettevano di incrementare la percentuale degli aventi diritto».

Fonte: Il Tirreno Piombino

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