L’ospedale di Livorno è un colabrodo: tanti varchi, pochi controlli

2492851-ospelivorno

“Questo posto è una groviera”.
Una definizione dell’ospedale, data da un operatore della sicurezza che ci lavora, che ben sintetizza le falle del sistema di protezione della struttura sanitaria di viale Alfieri.
Una cittadella, formata da una decina di padiglioni, in cui i ladri che nello scorso weekend hanno rubato tutta la strumentazione endoscopica del quinto padiglione, si sono mossi indisturbati.

Poche telecamere, scarsa vigilanza, tanti accessi di cui solo uno presidiato, facilità di penetrazione. Una serie di punti deboli che hanno agevolato la banda degli strumenti endoscopici, che sta passando a ferro e fuoco la Toscana e l’ Italia.

Rompendo semplicemente una finestra, i malviventi sono riusciti a portare via 620mila euro di attrezzature, tre processori e varie sonde, per un totale di 23 pezzi. Ma come hanno fatto i ladri a entrare nell’ospedale e quale percorso hanno usato per scappare con la refurtiva? È questa la domanda che da tre giorni si stanno ponendo gli agenti della squadra mobile guidati da Giuseppe Testaì. La risposta non c’è ancora, ma il punto chiave è che i malviventi, in termini di vie d’ accesso, hanno avuto l’imbarazzo della scelta. E senza particolari intoppi. Andiamo con ordine. Troppi varchi e senza controllo.

Tanto cominciare, va detto che l’ unico ingresso costantemente presidiato è quello di via Gramsci, davanti alla Conad, che è quello usato dalla maggior parte delle persone per raggiungere il pronto soccorso. Proprio per questo, lì non ci sono telecamere. Nessun occhio elettronico nemmeno in via della Merdiana, varco che viene chiuso ai mezzi nel pomeriggio, ma che resta sempre accessibile a piedi. Discorso a parte va fatto per il passo carrabile che si trova alla fine di via Gramsci, prima dell’ incrocio con viale Marconi.

Lì c’è un cancello elettronico che però non funziona e che quindi viene tenuto aperto la mattina, quando c’è movimento di furgoni che portano i materiali in ospedale. Dopo il cancello c’ è una sbarra, che si apre con un telecomando. Ma in base a quanto raccontano alcuni dipendenti della struttura sanitaria, non c’ è un elenco preciso di persone autorizzate a entrare. E pare che nel corso del tempo il telecomando sia passato di mano, tanto che la situazione è sfuggita dal controllo. Al lato del cancello elettronico, c’ è un passaggio pedonale che spesso resta aperto. Proprio lì è spuntata una catena con lucchetto che tiene legato il passaggio pedonale al cancello elettronico. La polizia non esclude che i ladri possano esser passati, con un mezzo, proprio da lì.

Privo di presidio anche l’ingresso principale del viale Alfieri, accessibile attraverso le porte girevoli fino a tarda sera, finché non viene chiuso dalle guardie giurate.

Reparti accessibili. E che dire del fatto che chiunque dai corridoi, anche di notte, può accedere ad alcuni reparti? Ciò significa che i malviventi potrebbero rubare nelle stanze dei degenti. La notte è terra di nessuno. Le guardie giurate in servizio all’ospedale la sera effettuano una ronda che serve per controllare la struttura e chiudere alcuni accessi, come ad esempio l’ingresso di viale Alfieri. Questo giro viene fatto tutte le sere, dalle 21.30 a mezzanotte, da due vigilantes e comprende anche i sotterranei. Successivamente, al lavoro resta una sola guardia, che entra in servizio al pronto soccorso, fino all’ alba. Quindi, se si esclude il presidio fisso di via Gramsci, l’ ospedale la notte diventa terra di nessuno. E tutti possono entrare e uscire a piacimento, a piedi. Si può entrare anche in auto e in questo caso si hanno due possibilità: passare dall’ ingresso presidiato di via Gramsci, dicendo di dover andare in pronto soccorso. Oppure accedere tramite il passo carrabile, che si trova alla fine di via Gramsci, quando non c’ è la catena. Il cancello, infatti, si può aprire a mano.

Asl: summit sulla sicurezza. Interpellata sulla questione, l’Azienda sanitaria non entra nel merito, ma risponde semplicemente che oggi ci sarà un vertice a cui parteciperanno il responsabile delle sicurezza, il capo dell’ area tecnica e il primario del reparto preso di mira dai ladri, Giovanni Niccoli, per capire dove ha fallito il sistema. «Stiamo ricostruendo la dinamica ­ dicono dall’Asl ­ Non abbiamo il quadro preciso». Le indagini su furto: telecamere al setaccio. Ore e ore di filmati da guardare. In questi giorni il lavoro degli investigatori della mobile è quello di analizzare le immagini delle telecamere interne e anche di quelle dei bar e della caserma dei parà di viale Marconi. Si cercano tracce dei malviventi. L’ipotesi più probabile è che siano entrati con un mezzo, ma non è escluso che l’abbiano parcheggiato fuori. Riprendono gli esami. Da oggi ricomincia l’intera attività di gastroscopia senza sedazione nel reparto di Gastroenterologia, mentre per le altre tipologie di esami si spera di riprendere il ritmo normale da lunedì prossimo. Ciò è possibile grazie all’arrivo di macchinari provenienti da Pisa, Viareggio e Massa, che hanno risposto all’ appello. Per gli altri esami, il reparto sta contattando tutte le persone prenotate, offrendo la possibilità di eseguirli con il personale livornese all’ospedale di Cecina. A tutti coloro che non accettino tale opportunità, sarà riprogrammato l’esame a Livorno nei prossimi giorni.

Fonto: Il Tirreno 16 novembre

(Visto 328 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *