Il Nursind: il nuovo 118 penalizza Cascina

Daniele Carbocci, segretario provinciale Nursind

Dopo la chiusura della centrale operativa 118 di Pontedera emergono le prime difficoltà logistiche che si ripercuotono sul territorio e sulla sicurezza dei cittadini. È quanto afferma Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, facendo un primo punto del nuovo servizio. «Le modifiche all’ organizzazione dei mezzi di soccorso sta creando problemi in particolare nel territorio di Cascina, realtà che conta ben 40.000 abitanti diffusi su un territorio molto vasto e con molteplici frazioni anche densamente popolate», dice. Il fatto è che Cascina non dispone di auto mediche. «L’ attuale programma di emergenza urgenza vede posizionata una sola ambulanza con volontari e medico che interviene sui codici di maggior gravità (rossi e gialli). Precedentemente alla chiusura di Pontedera, i protocolli operativi della centrale 118 permettevano, in caso in cui tale ambulanza con medico fosse occupata su un intervento, in altre emergenze si prevedeva l’ invio dell’ automedica di Pontedera con medico e infermiere a bordo che garantiva l’ assistenza più adeguata e veloce nelle patologie tempo dipendenti. Per esempio infarto del miocardio: infatti il personale sanitario in questi casi attiva la rete Ima, protocollo che permette l’ immediato riconoscimento della patologia cardiaca direttamente sul territorio con il paziente che viene immediatamente trasportato in Emodinamica all’ ospedale di Cisanello per la rivascoralizzazione immediata delle coronarie», spiega ancora Carbocci. Con la nuova centrale questa pratica d’ invio di mezzi specifici, importante per la sicurezza del cittadino, «non viene più effettuata a causa settorialità dei territori a compartimenti stagni, obbligando il sistema come quello del volontariato a prendersi carico di patologie importanti senza la presenza del sanitario, limitandosi al trasporto in pronto soccorso e non subito nei reparti idonei al caso, prolungando così in maniera consistente i tempi di intervento. Insomma, il nuovo servizio del 118 penalizza Cascina. «E non sappiamo se questa situazione sia sfuggita agli amministratori del Comune di Cascina e al sindaco che svolge un ruolo di tutela sanitaria sui cittadini», osserva Carbocci che invita la sindaca, Susanna Ceccardi, a fare la sua parte e a sollecitare l’ azienda sanitaria Nord Ovest ad implementare l’ inserimento immediato nel piano di emergenza urgenza le ambulanze infermieristiche e l’ automedica sul territorio di Cascina, visto che nel territorio pontederese sono presenti ben due automediche. «Stesso problema, più volte segnalato in passato riguarda anche la città di Pisa, il cui sindaco più volte sollecitato non ha mai ritenuto opportuno di richiedere pari opportunità per i propri cittadini», osserva il Nursind, sindacato degli infermieri. La centrale unica del 118 tra Pisa e Pontedera ha creato anche difficoltà importanti per la gestione della quantità di chiamate «trattate dalla centrale data l’ estensione territoriale di Pisa e Livorno, con peraltro una decisione aziendale paradossale considerato che si è deciso nel turno notturno una riduzione del numero di operatori (due invece che tre), decisione già azzardata adesso, ma deleteria in previsione della stagione estiva che aumenterà la popolazione del territorio in maniera esponenziale sia a Pisa che a Livorno», conclude Carbocci.

Fonte: Il Tirreno Pontedera

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