“I pronto soccorso allo stremo pochi medici, servizio a rischio”

Nuovi rinforzo per i pronto soccorso toscani

La situazione dei pronto soccorso è drammatica e richiede soluzioni rapide ed efficaci. I primari dei reparti di emergenza di tutta la Toscana scrivono una lettera agli specializzandi che hanno promosso la petizione per bloccare la delibera toscana in base alla quale si possono assumere, con contratti di formazione di due anni, medici laureati ma non specialisti. Sono 63mila le persone che hanno sottoscritto il documento di Cosmeu, che riunisce gli specializzandi della medicina di emergenza e urgenza, e al quale ha aderito anche Federspecializzandi.Dai primari toscani arriva una risposta forte, che parte descrivendo una situazione di grande difficoltà e prosegue con l’invito ai giovani colleghi di collaborare. Intanto nei prossimi giorni saranno convocati dal dipartimento alla salute, che ascolterà le loro ragioni. «I Pronto Soccorso vivono in questo momento una drammatica “emergenza” organizzativa – spiegano i primari -. In Toscana non si riescono a trovare specialisti per ricoprire i posti vacanti rispetto alle dotazioni organiche necessarie e, se non si mettono in atto con urgenza misure straordinarie per acquisire almeno una parte dei medici necessari, da giugno potremo avere turni scoperti in diversi pronto soccorso». Una prospettiva che ha spinto la Regione ad intervenire in modo urgente. I medici in servizio in questi reparti, si spiega, coprono anche turni con 6 o 7 notti alla settimana e 3 o 4 domeniche al mese, ma a breve la situazione diventerà « insostenibile per le uscite dal sistema dell’emergenza di ulteriori unità di personale».
Dietro alle carenze ci sono varie ragioni, ad esempio lo scarso numero di posti nelle scuole di specializzazione. Ma l’emergenza- urgenza è particolare perché molte borse per fare questo percorso non vengono assegnate a causa dello scarso numero di domande. Quello del pronto soccorso è un lavoro duro e in pochi lo scelgono.
«Il concorso regionale per la medicina d’urgenza che si è concluso pochi giorni fa non ha portato alcun beneficio – proseguono i primari – le unità di personale aggiuntive utilizzabili sono solo 7 a fronte di 58 soggetti in graduatoria. La fuga di giovani medici dal pronto soccorso verso altri reparti è una costante».
Nella lettera c’è una sorta di rimprovero ai giovani medici. «Non comprendere la gravità della situazione di chi tutti i giorni sta facendo miracoli per tenere aperti i servizi è una posizione davvero incomprensibile. Ci addolora che nella presa di posizione degli specializzandi che hanno dato il via ad una petizione, oltre alle istanze, tutte condivisibili, per richiedere una programmazione diversa delle scuole di specializzazione e una valorizzazione dell’ apporto degli specializzandi, si introduca un attacco alla soluzione straordinaria adottata dalla Toscana per affrontare l’emergenza dei pronto soccorso, che prevede, in via temporanea e nel rispetto della normativa contrattuale vigente, il ricorso a medici non specialisti, cosa peraltro in attuazione in molte altre regioni. Queste guerre non portano da nessuna parte ed è una amara considerazione scoprire che nelle giovani leve si possa perdere lo spirito solidaristico all’ interno della compagine professionale».
Riguardo ai rischi per i cittadini, ipotizzati dagli specializzandi. «Ci lasciano perplessi messaggi di questo genere». La Toscana comunque, spiegano i direttori, sta lavorando per aumentare i posti nella scuola di medicina
di urgenza, intanto la misura straordinaria « non lede in alcun modo i diritti e le opportunità degli specialisti: continueremo a bandire concorsi, a breve uscirà un bando per intercettare i nuovi specialisti, aperto anche agli specializzandi del 5° anno». Il percorso formativo biennale, infine, era già previsto per i medici del 118 ( si chiamava corso Deu) e ora avrà anche una durata maggiore.

Fonte: La Repubblica Firenze

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