Guerra tra sindaci. «A rischio i servizi per anziani e disabili»

Simona Barsotti, presidente della Società della salute Versilia

Viareggio e Pietrasanta hanno detto addio alla Società della salute della Versilia. E la prima conseguenza sarà che l’ ente che si occupa di servizi sociosanitari ­ anche se pochi lo sanno ­ chiuderà i battenti. «Senza questi due Comuni ­ spiega il presidente Simona Barsotti, assessore a Massarosa ­ non ci sono i numeri di popolazione necessari per continuare: l’ ente si scioglie automaticamente». Considerando che la Società della salute non è mai decollata veramente, tra polemiche e scelte che non sono state fatte, sembra una sorta di eutanasia. Ma davvero nessuno la rimpiangerà? Secondo il presidente Barsotti non sarà così semplice. «Si rischiano di avere conseguenze su servizi importanti come l’ assistenza ad anziani e disabili. Che potrebbero andare in crisi». E poi ci sono i conti da sistemare: chi se ne va dovrà saldare le proprie pendenze. L’ assessore Barsotti è stata nominata di recente alla guida della Società della salute: ha sostituito Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio che dopo le dimissioni e la rottura con i colleghi del Pd ha deciso di lasciare l’ ente. In accordo con Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta con cui ha costituito un nuovo asse politico. Proprio la politica sembra aver diviso Del Ghingaro e Mallegni dai colleghi dem, anche se la frattura è stata ampliata dal mancato accordo sul direttore della Società della salute. Viareggio voleva Amedeo Baldi, dirigente apuano dell’ Asl: sul tavolo c’ erano anche i nomi di Stefano Maestrelli, attuale capo del servizio tecnico dell’ ospedale Versilia, gradito al Pd, e Paolo Torrico, ex direttore amministrativo dell’ ex Asl Versilia. Ma l’ accordo non è stato trovato e così l’ attuale direttore Fabio Michelotti, dimissionario da quasi un anno, attende ancora di sapere cosa dovrà fare. Lo stessa situazione dei due dipendenti pubblici oggi in comando alla Società della salute: il terzo, che era stato dato in prestito da Viareggio, è stato richiamato alla base. In pratica la Società della salute si conferma quello che è sempre stata: una scatola semivuota o quasi, che pure intercetta quasi tre milioni e mezzo di finanziamenti dalla Regione. «Il percorso è stato complicato sin dal 2010 ­ dice Barsotti ­ ma oggi la Sds gestisce molti servizi di  salta tutto, dobbiamo riportare queste funzioni ai Comuni, o a un Comune capofila, com’ era una volta. Con le relative spese a carico dei Comuni stessi e la possibilità che i meccanismi si inceppino. Soprattutto mancherà una gestione complessiva delle politiche sociosanitarie a livello versiliese. Non credo sia la soluzione giusta per migliorare i servizi offerti ai cittadini».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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