Finisce l’incubo dei ricoverati a Oncologia, ok al trasferimento al 3° terreno

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Dal primo al terzo padiglione ci sono cinquanta metri, appena 60 passi che dividono due mondi, due ere sanitarie lontanissime tra di loro. Da una parte una struttura devastata, i finestroni in legno mangiati dal tempo, con gli spifferi d’inverno e la calura l’estate, i bagni in comune per i ricoverati in fondo ai corridoi, i muri scrostati. Dall’altra camerette nuove, tutte con bagno privato, infissi in alluminio, climatizzatore, avvolgibili elettriche, pareti colorate.Martedì 4 e mercoledì 5 settembre i reparti di Oncologia ed Ematologia percorreranno quei 60 passi e faranno un salto di qualità non più rinviabile, che avrebbero dovuto fare già anni fa, lasciando per sempre il 1° padiglione, che li ha ospitati dal 2001 fino al luglio scorso, quando sono stati trasferiti d’urgenza (e provvisoriamente) al 6° a causa del crollo dell’intonaco di una stanza.
Insieme alle degenze, si sposterà al pian terreno del 3° padiglione anche il day hospital oncologico, vale a dire la struttura che quotidianamente è frequentata da chi deve sottoporsi alla chemioterapia. Su questo trasferimento da un po’ di tempo ci sono polemiche, prima Forza Italia e poi l’Ail – l’associazione leucemie – hanno contestato la soluzione dell’Asl, puntando il dito in particolare sulle dimensioni decisamente ridotte della sala d’attesa. Ma il salto di qualità è talmente evidente che il confronto tra i due edifici non sta neanche in piedi. È una questione di dignità dei malati, che al 1° erano umiliati da ambienti abbandonati, e anche di tutela di pazienti immunodepressi, che fino a ieri aprivano la finestra e trovavano il guano dei piccioni e la polvere delle facciate scrostate. Non a caso il Tirreno – anche sulla scorta di ripetute prese di posizione della stessa Ail e di testimonianze di ricoverati – aveva più volte denunciato lo stato di degrado del 1° padiglione, che ricordava molto quello del 5° quando vi avevano sede le degenze di Medicina.
Il 3° padiglione è relativamente nuovo, dopo la ristrutturazione iniziata nel 2003 e terminata meno di 10 anni fa: al secondo piano ospita Neurochirurgia, al primo Ortopedia, mentre al pian terreno un’ala era dedicata alla Riabilitazione ortopedica e un’ala era inutilizzata. Col trasferimento della Riabilitazione al 5° padiglione avvenuto la scorsa settimana, tutto il pian terreno del 3° è rimasto vuoto e lì si sposteranno dopodomani Oncologia ed Ematologia (che erano al primo piano del 1° padiglione) e il day hospital oncologico (dal terreno del 1°).
«Sono stati effettuati i lavori di adeguamento degli impianti e adesso, terminata la fase delle pulizie è iniziato il trasloco di letti e mobilio», spiega il direttore dell’ospedale Luca Carneglia. Nell’ala sud, a ridosso dell’entrata di via Gramsci, troveranno sede i 10 letti di degenza, in camerette da due e da un posto. Tutte con bagno in camera, climitizzazione, infissi nuovi, soffitti abbassati. Un ambiente accogliente. Sull’altro lato – quello che si affaccia sul corridoio dell’ospedale – troverà spazio invece il day hospital oncologico, che tratta ogni giorno una cinquantina di pazienti: con l’abbattimento di una parete di cartongesso è stato creato un open space con le poltrone dedicate ai pazienti sottoposti a chemioterapia. «Per quelli che fanno cure più impegnative ci sono invece delle camerette», spiega Carneglia.

Fonte: Il Tirreno Livorno

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