Empoli, l’Asl svanita di colpo

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Quello che sembrava un dato acquisito, l’ Asl dell’ Empolese Valdelsa e del Cuoio, qualche tempo fa è svanito in forza delle nuove norme emanate dalla Regione che hanno previsto di lasciare solo tre Aziende sanitarie territoriali più i tre policlinici universitari (Firenze, Pisa e Siena) e il Meyer, il gioiellino toscano delle cure per i bambini. La giustificazione ufficiale è stata quella che spesso viene utilizzata per interventi di questo tipo: in primis razionalizzazione e risparmi. Da notare che la nostra Asl, l’ unica interprovinciale (pezzi di Firenze e Pisa) in Toscana, è stata tolta di mezzo senza troppi patemi d’ animo, con tanti saluti alle lotte, tempo fa, condotte dalla politica, ma soprattutto dalla gente, per mantenere un ‘punto’ decisionale sul tema più importante per chiunque di noi, la salute. Ma tant’ è, in tempi di partiti liquidi e di organizzazioni sociali e di categoria sempre meno potenti, l’ approccio tecnocratico, per così dire, può risultare vincente. Resta da vedere se un’ Asl con la testa a Firenze e i ‘piedi’ che comprendono tre province (Firenze, Prato e Pistoia) sia la scelta ottimale per mantenere quei risultati lusinghieri in termini di lunghezza della vita (una delle migliori nella Toscana da medaglia) e di cure attente che fanno la differenza per la gente. È chiaro che in Regione ne sono convinti. Lo sono un po’ meno molti medici, oltre a fasce di cittadini, che si trovano con la politica, intesa come rappresentanza delle persone, e quindi al suo meglio, espulsa dalla gestione delle leve del potere. E se non c’ è sostegno della politica, come fa notare un medico ben addentro alle questioni dell’ ex Asl, i dottori compiono scelte che non guardano molto alle esigenze locali. Il tutto con l’ effetto, magari neppure voluto, di creare tensioni tra operatori che si ripercuotono sui pazienti, che tra l’ altro, in quanto cittadini, sono i veri proprietari della struttura chiamata a sovrintendere alle questioni, strategiche, della salute. Inoltre non si deve dimenticare che, come in tutte le altre attività, cresce il tasso tecnologico, con l’ effetto di creare una certa dose di freddezza tra i pazienti e chi cura. Se a questo si aggiunge il ‘vezzo’ dei medici di parlare come se chi gli sta davanti, il malato, capisse tutti i termini della professione, in larga parte mutuati dal greco antico, si arriva a una miscela pericolosa. Da noi si è messo in scena, praticamente, un allontanamento dei centri decisionali a cui si è collegata una diminuzione dei rapporti umani, essenziali per ogni relazione di cura, come ben sanno i professionisti più avvertiti. Il tema, dunque, va al di là del semplice spostamento della poltrona di direttore generale dell’ Asl.

Fonte: La Nazione Empoli

(Visto 781 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *