Eccellenze ma anche tagli. La battaglia è sui farmaci

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

Solo pochi giorni fa, la Toscana ha ricevuto due riconoscimenti nazionali, per il sistema ospedaliero più efficiente in Italia (secondo il rapporto del Ministero 2016) e per il primo posto nella griglia dei livelli essenziali di assistenza nei servizi sanitari 2015. Ma sono di queste stesse settimane anche le polemiche su alcuni provvedimenti di razionalizzazione dei costi, sia nell’ambito del personale che in quello dei farmaci da somministrare. Al centro della seconda querelle c’ è la delibera regionale 960 del 6 settembre che aggiorna «il percorso inerente la gestione degli ordini dei farmaci e dei dispositivi medici».In pratica, l’ atto stabilisce che le Aziende sanitarie non possano richiedere e usare prodotti diversi da quelli aggiudicati da Estar e che eventuali deroghe debbano essere autorizzate. «Così si chiude l’ accesso alle migliori cure ­ si legge nella nota dell’ Anmar (Associazione Nazionale dei Malati Reumatici). Il provvedimento è in contrasto con la legge nazionale 232/2016, in quanto obbliga il medico a prescrivere solo il farmaco proveniente dalla centrale di acquisti Estar». «La delibera ­ prosegue Ugo Viora, vicepresidente dell’ associazione «Gli Amici per la pelle» rende impossibile la continuità terapeutica, impone la sostituibilità automatica del biosimilare all’ originator, limita l’ autonomia dello specialista e istituisce apposite commissioni per l’ autorizzazione all’ acquisto di farmaci diversi dall’ aggiudicatario della gara». «Non si possono fare solo considerazioni di risparmio ­ dichiara il professor Mauro Galeazzi, presidente della Società Italiana di Reumatologia ­ . Ora bisogna verificare che il decreto non vada contro le leggi dello Stato e non metta a rischio l’ integrità dei medici prescrittori». «Solo l’ Aifa può stabilire l’equivalenza fra due farmaci ­ rincara il consigliere regionale Stefano Mugnai (Forza Italia) che ha presentato un’ interrogazione ­ non la Regione. Un principio ribadito da una sentenza del Consiglio di Stato su un provvedimento simile della Regione Veneto. Questo poi non è l’ unico tentativo di risparmiare dando precise indicazioni ai dipartimenti. Per esempio esiste un documento fatto girare nella Usl Nord Ovest, che cristallizza i procedimenti. La frase che ricorre è ‘somministrazione del farmaco più vantaggioso economicamente’. Certe valutazioni devono restare competenza dei medici, essere fatte caso per caso e non per criteri economici». A difendere la qualità del sistema toscano e la necessità dei risparmi è l’ assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi. «Siamo la Regione che spende di più in farmaceutica ospedaliera ­ spiega ­quindi abbiamo adottato una serie di misure consentite dall’ Aifa e che già scattate in Emilia e Piemonte, dove hanno avuto l’ ok del Tar e del Consiglio di Stato. Quando l’ Aifa dice che un farmaco può essere sostituito con uno uguale e meno costoso, perché non farlo? La sostenibilità del sistema è un valore che va difeso, anche se va a danno di qualche casa farmaceutica».

Fonte: La Nazione Prato

(Visto 122 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *