Declassamento di chirurgia. Qual è il ruolo dei sindaci?

Quasi pronto il punto nascita

Il consenso è trasversale. Dà la misura del passo falso lo stop imposto dall’assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi al direttore generale della Asl Toscana Nord ovest Maria Teresa De Lauretis. L’indicazione è chiara: fermare la delibera 525 del 13 giugno con ci si declassa 
l’unità complessa di Chirurgia generale in unità semplice e porta a ìCecina un’unità complessa di Chirurgia oncologica e ricostruzione del seno. Piace al Pd di Rosignano come a Forza Italia.Dà motivi per riaccendere i dubbi sui processi di riorganizzazione della sanità locale, con la creazione di un ospedale unico articolato sui presidi di Piombino e Cecina, a Rifondazione comunista e al Coordinamento in difesa dell’ospedale di Cecina.
La voce del Pd. Esprime soddisfazione il Pd di Rosignano, per voce del segretario Francesco Bartalesi, in merito al ritiro della delibera «che avrebbe portato all’inconcepibile idea di
declassare la chirurgia dell’ospedale di Cecina». Che aggiunge: «Segno evidente che le nostre preoccupazioni non erano poi tanto infondate, e grazie alle tempestive sollecitazioni del Pd di Rosignano, questa idea peggiorativa del nostro ospedale è stata scongiurata. Ringraziamo l’assessore Saccardi per l’attenzione che ha dimostrato nell’ ascoltare le istanze del nostro territorio. Noi, per il futuro continueremo sulla strada del confronto con tutti i soggetti interessati a migliorare l’offerta sanitaria per i nostri cittadini».
La linea di Forza Italia. Dal plauso all’assessore Saccardi all’invito ai sindaci, «in primo luogo Samuele Lippi che sul punto ha incomprensibilmente sostenuto e difeso l’ operato della De Lauretis, a pretendere con forza che l’Unità complessa (Uoc) di Chirurgia generale del nostro presidio, reparto fondante e
imprescindibile per la vita e la funzionalità di un ospedale, non sia depotenziata e mantenga l’attuale qualifica strutturale ­ dice il capogruppo di Forza Italia a Cecina Paolo Barabino ­.
È poi fondamentale che sia portato a compimento il concorso già bandito per il direttore della Uoc di
Chirurgia generale di Cecina. Infatti, nell’importanza dell’intera struttura e di tutti i suoi addetti
rendendolo attrattivo o meno per i pazienti e per i medici stessi».
Questo non toglie il favore per la presenza a Cecina anche di una unità di Oncologia e chirurgia
ricostruttiva della mammella «ma ciò non deve andare a discapito della Chirurgia generale». Che
conclude: «Vigileremo sempre sulle sorti del nostro ospedale, l’ auspicio è che lo facciano anche i
sindaci troppo spesso del tutto silenti al riguardo». Il Coordinamento. «È evidente che non solo manca
un progetto complessivo di riorganizzazione, ma regna una completa disorganizzazione. Unico dato di
fatto evidente e chiaro sono i continui tagli e il ridimensionamento dei servizi».
Così Giuseppe Gallelli a nome del Coordinamento in difesa dell’ospedale. Che prosegue: «La lenta agonia del nostro ospedale è ormai un dato di fatto accertato, purtroppo, e si creeranno ancora ulteriori disagi e la migrazione continua dei pazienti in altre strutture, come già sta succedendo per l’accorpamento dei due ospedali, Cecina ­ Piombino, per varie visite specialistiche e ricoveri». E ancora: «Si vede con chiarezza che la Regione ha deciso, per scelta, anche per l’inerzia dei responsabili del governo politico del territorio, di passare al privato non solo la diagnostica ma anche visite specialistiche, ecografie, visite eco doppler e cardiologiche, mettendo in atto un via libera alla privatizzazione, come prevedono l’infausta Legge regionale 84/2015, e il famigerato decreto Balduzzi, nati per smantellare la sanità pubblica».
Rifondazione. «Promesse farlocche ultradecennali». Così Renzo Belcari per Rifondazione comunista
Cecina che per criticare l’accaduto rispolvera le cronache del 2008. «Sulla stampa locale da un
documento del Pd e dei suoi satelliti di allora leggevamo che l’ ospedale “è cresciuto in qualità e in
quantità dei servizi”, che “è in via di realizzazione il progetto del pronto soccorso e del suo
potenziamento”. E ancora “si ritiene fondamentale porre attenzione sui tempi di attesa per le visite
specialistiche e diagnostiche”. I risultati sono evidenti a tutti e lo smantellamento è proseguito allafaccia delle promesse dei politicanti».

Fonte: Il Tirreno Cecina

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