«Così ridurremo le liste di attesa»

Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità

L’ obiettivo è abbattere le liste d’ attesa. Soluzione: differenziazione dei percorsi. Da una parte i pazienti al primo accesso in un presidio sanitario, dall’ altra chi ha un percorso di assistenza programmato. In sostanza chi è già in cura o è affetto da una patologia cronica. Nelle intenzioni si vuole alleggerire l’ assalto al Cup (Centro unificato per le prenotazioni), sia al suo centralino telefonico che agli sportelli presenti sul territorio. E infatti esami e visite potranno essere fissati anche in farmacia e dai medici di famiglia. È questo il piano della Regione Toscana, che per vedere i suoi primi (l’ auspicio è benefici) effetti non avrà tempi biblici, ma comunque abbastanza lunghi: la primavera del 2018. Lo ha annunciato l’ assessore fiorentino alla sanità, Stefania Saccardi, che ieri mattina era in visita a Massa. Diversi i sopralluoghi concentrati in un paio d’ ore: inizio e fine alla casa di riposo “Gioacchino Ascoli” di piazza Madonna dei Quercioli, poi la Residenza sanitaria assistita Fondazione “Ezio Pelù” di via Marina Vecchia, quindi l’ ex ospedale San Giacomo e Cristoforo di via Orecchia. Non pochi dunque i temi sul tavolo della discussione. Ma il più urgente riguarda le chilometriche liste d’ attesa nei nosocomi della provincia, disagio avvertito con forza e foriero di proteste e lamentele da parte dei cittadini, che nelle ultime settimane hanno segnalato anche al Tirreno numerosi casi su cui Regione e Asl Toscana Nord Ovest dovranno in qualche modo porre rimedio. Dai diciotto mesi per una mammografia agli otto per una risonanza, tanto per fare due esempi che descrivono quanto sia critica la situazione. «Stiamo procedendo con una mappatura dei bisogni e delle necessità di ogni territorio, da qui costruiremo una nuova e migliore offerta al cittadino ­ ha detto Saccardi ­ questi dati saranno suddivisi per distretti di riferimento (quindi per la singola provincia di Massa­Carrara, ndr) e non a livello di area vasta (che comprende anche Livorno, Pisa e Lucca, ndr), e ci serviranno per ridefinire le funzioni e la gestione del Cup, e per alleggerire il suo carico di lavoro. Inoltre, vogliamo potenziare il servizio come front office, agli sportelli, per utilizzare in misura minore il centralino». Ancora Saccardi: «Come Regione Toscana abbiamo deciso di adottare la strada della differenziazione dei percorsi sanitari di assistenza, una cosa è il primo accesso e un’ altra cosa è la presa in carico successiva (o follow up, ndr). Per esempio per i pazienti di oncologia è attivo il cosiddetto Aiuto Point (Assistenza, informazioni, urgenze nel trattamento oncologico, ndr) che è un punto servizi realizzato all’ interno del dipartimento specifico, quindi dove questi pazienti sono già presi in carico e dov’ è conosciuta la loro storia clinica. A Massa­Carrara crediamo di poter far partire l’ Aiuto Point entro la fine del mese di settembre, quindi a breve». «Poi ­ continua l’ assessore alla sanità ­ abbiamo stipulato un accordo con i medici di medicina generale in riferimento alle malattie croniche, come per esempio il diabete, anche per quanto riguarda le analisi diagnostiche. In sostanza queste persone non dovranno passare sempre dal Cup centrale, ma avranno uno sportello che fisserà di volta in volta le visite in modo programmato nel tempo, a seconda delle esigenze del paziente». Sono numerosi tasselli che devono dunque incastrarsi in un netto percorso di riorganizzazione, che si è reso necessario dopo l’ accorpamento delle aziende sanitarie. «Sono, siamo a conoscenza dei problemi che ci sono soprattutto in questo territorio, ma questi devono essere affrontati in modo sistematico e strutturale, e non certo con la fretta e con la furia», ha sottolineato l’ assessore regionale. Premesse per dire che l’ orizzonte fissato per fare il punto sulle liste d’ attesa ­ cioè in pratica per capire se alla fine verranno ridotte oppure no ­ ha una scadenza temporale individuata nella primavera del 2018. Tra più o meno otto mesi. Ha aggiunto sulla questione Maria Teresa De Lauretis, direttore generale dell’ Asl Toscana Nord Ovest, sempre accanto a Saccardi durante il tour di ieri mattina in città: «Come azienda sanitaria abbiamo l’ impegno di garantire entro 30 giorni dalla prenotazione alcune specifiche prestazioni, come l’ ecografia, la radiografia tradizionale e sei visite specialistiche. Inoltre, prima a Pisa e poi a Viareggio, stiamo sperimentando con successo il modello del “open access” che regola domanda (con la quantificazione del numero dei cittadini residenti) e offerta, con  il contributo dei medici di medicina generale e delle strutture convenzionate, e ha permesso di effettuare  entro tre giorni dalla prenotazione tutto il pacchetto dei controlli cardiologici di base. Chiaramente è un modello organizzativo da mettere a punto e da estendere anche alle altre prestazioni diagnostiche. Siamo partiti con Pisa e Viareggio, ma arriveremo ad attivarlo anche a Massa (ma qui i tempi non vengono specificati, ndr)». Di temi aperti ce ne sono parecchi, tra tentativi di innovazione nei servizi e nelle procedure, e un Cup da riformare. Le liste d’ attesa restano una bella grana da risolvere.

Fonte: Il Tirreno Massa Carrara

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