Cinquemila firme per la sanità in Lunigiana

Matteo Mastrini, sindaco di Tresana. Uno dei Comuni attivi nella petizione

Sono già circa 5mila le firme raccolte a sostegno della salvaguardia degli ospedali di Fivizzano e Pontremoli e dell’offerta sanitaria della Lunigiana. L’idea della petizione, che proseguirà fino al 30 giugno, è stata di Fratelli d’Italia e subito si sono uniti altri partiti e associazioni.Il dato, sicuramente di rilievo, è stato fornito giovedì sera presso la sala consiliare del palazzo comunale aullese, dove si è svolto un incontro, affollato, sulla sanità alla presenza di parlamentari, consiglieri regionali e di alcuni sindaci lunigianesi, del CentroDestra, del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, e dei rappresentanti di associazioni e comitati civici. Ad introdurre l’incontro il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, dal quale era partita l’iniziativa di preparare un documentomozione a difesa degli ospedali, da presentare al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e all’assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi, poi firmato da tutti i sindaci lunigianesi, quindi raggruppante tutti i colori politici. «Inutile perdere tempo ed essere
divisi, per la prima volta ci siamo riuniti tutti attorno a una mozione» ha sottolineato Mastrini, che ha puntato i riflettori sulle mancate ristrutturazioni delle sale operatorie e edili degli ospedali in Lunigiana, non mancando di fare notare che «chi opera deve essere lucido, ma 13 reperibilità notturne sono troppe».
Il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, ha detto chiaramente che «la nostra sanità è destinata a
essere itinerante, pur essendo i nostri ospedali all’ altezza della situazione, ed è la logica numericache non va bene. La volontà e quella di mantenere i servizi che ci sono, solo che non ci sarà più
autonomia, ma sarà tutto organizzato da Massa. Senza contare che sembra non ci siano medici interessati a venire in Lunigiana» ha concluso Lucia Baracchini.
La parola, poi, è passata al sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, secondo il quale sulla mozione
«per una volta la Lunigiana si è dimostrata unita.
Perchè vi è carenza di medici, costretti a doppi turni, vi sono carenze strutturali, di manutenzione.
Abbiamo anche chiesto maggiore rappresentatività dal punto di vista politico e di interrompere il
ridimensionamento dei servizi, ed abbiamo chiesto un incontro a rossi per arrivare ad avere soluzioni
per la nostra terra, anche se l’ unico modo per cambiare la polituca regionale ­ ha chiosato Bellesi ­ è
mandare a casa chi ha causato questo disastro».
Invece, a fare cenno al buco milionario dell’ ASL è stato il sindaco di Licciana Nardi, Pierluigi Belli
si è riferito anche alle liste di attesa e all’ esigenza di «mandare un segnale per far valere i nostridiritti con il documento­mozione, che non deve finire in un cassetto», mentre il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha rimarcato che «le esigenze degli ospedali e del poliambulatorio aullese sono
tante e tecnicamente il NOA è insufficiente a prendere i malati di tutta la Provincia, quindi questo rende necessario che i nostri presidi siano potenziati e non abbandonati».
Il microfono è, quindi, passato al presidente del Comitato Sos Salute Lunigiana, Luigi Filippi:
«Bisogna cercare di dare risposte concrete ai cittadini, basta chiacchiere, ne abbiamo sentite tante, non ci sono colori o bandiere, ma la nostra salute, quella di tutti i cittadini. I cittadini non dovrebbero rivolgersi ai comitati, da qui si vede che c’è qualcosa che non va, quindi chiederò ai sindaci di accompagnarmi a Firenze con le firme, perchè ci sono tredici milioni di individui che non si possono curare perché hanno problemi economici e sette milioni che si sono indebitati per sostenere cure mediche. Questa non è sanità pubblica» ha attaccato Filippi.

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

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