Chiassai: «Troppi buchi nella sanità». Nel mirino anestesisti e liste di attesa.

Silvia Chiassai, sindaco di Montevarchi

Lo slittamento del servizio di parto indolore all’ ospedale della Gruccia infiamma il dibattito politico a Montevarchi per il botta e risposta tra i gruppi di Centrosinistra e il sindaco Silvia Chiassai. Non è piaciuta alla prima cittadina l’ esortazione delle opposizioni Pd e di Avanti Montevarchi che l’ avevano invitata ad «andare oltre la denuncia e passare alle azioni», rilevando come la carenza di anestesisti, alla base del ritardo nell’ attivazione della partoanalgesia, fosse stata portata da un sindacalista della categoria all’ attenzione del parlamentino già nella seduta aperta del marzo scorso. Immediata la replica di Chiassai che ha ribadito la linea di questi mesi: «Continuerò a denunciare ciò che non va in Valdarno e nel nostro ospedale ­ afferma ­ anche se il mio impegno può dare fastidio a chi si dimostra sempre molto attento a tutelare interessi altri o scelte partitiche calate dall’ alto, com’ è accaduto per l’ attuazione della ‘non­riforma’ sanitaria su aree vaste o la mancata realizzazione di un distretto unico di vallata». Quanto alla penuria di anestesisti, l’ amministratrice rammenta che si è interessata più volte con la dirigenza Asl ottenendo la conferma che tutto sarebbe stato sistemato entro giugno. Invece è arrivato il rinvio ad ottobre e sono forti le preoccupazioni per l’ area vasta «con il pericolo di ripercussioni sulle liste di attesa per le sedute operatorie ordinarie«. Ricorda inoltre alla minoranza che in Conferenza dei Sindaci sta svolgendo il ruolo di «indirizzo, verifica e valutazione« sulle politiche sanitarie come s’ impone a ogni primo cittadino. E proprio nell’ assemblea con i colleghi in programma oggi, grazie al suo intervento, si discuterà del rinvio della partoanalgesia. L’ affondo finale è per Regione e Asl: «Si chiedano i consiglieri del Pd locale, il cui partito sta governando questa Regione, che cosa hanno fatto loro e che cosa stanno facendo per la sanità del territorio e per impedire il rischio di depauperamento e il depotenziamento dei nostri ospedali e dei servizi nel comprensorio. L’ inaffidabilità della Asl e il silenzio della Regione dovrebbero preoccupare tutti indistintamente perché non promettono nulla di buono. Il tempo delle parole è finito e servono atti concreti messi nero su bianco sia dalla Asl che dalla Regione. Quindi i consiglieri comunali di opposizione ­ conclude ­ si mettano l’ anima in pace: resterò sempre in prima linea al fianco del Valdarno e non abbasserò i toni sulla difesa del diritto di cura dei cittadini».

Fonte: La Nazione Arezzo

(Visto 66 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *