Centrale unica 118 ancora in rodaggio: tra errori e dotazioni da uniformare

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

Ambulanza mandata a Donoratico per un infarto. Invece era Venturina e il soccorso è arrivato con quasi mezz’ ora di ritardo. È successo qualche giorno fa. «Non ci risultano reclami in questo senso da quando sono state accorpate le centrali del 118 di Pisa e Livorno« ha tagliato corto la direttrice generale Asl Maria Teresa De Lauretis. La fusione è realtà solo da pochi mesi, qualche errore può essere «fisiologico» e rientra nei tempi di rodaggio, confermano dalle associazioni di volontariato. Di fatto Livorno si è dovuta adeguare ad un protocollo che a Pisa e nel resto d’ Italia è utilizzato da tempo e che prevede di l’ utilizzo di codici per identificare le singole patologie (un trauma? No, un c1) e l’ obbligo di dichiarare in anticipo nel sistema informatico i mezzi e gli equipaggi disponibili mentre finora veniva fatto una sorta di sondaggio telefonico al momento della necessità. Livorno in questo senso operava in deroga da diverso tempo, ma il nuovo sistema è quello utilizzato anche nel resto d’ Italia. «Alcuni errori, se ci sono stati, possono essere dovuti all’ esperienza degli operatori ma sono gli stessi di quando il 118 è stato spostato da Cecina a Livorno. Ovvio che serva del rodaggio ­ osserva Raffaele Riccucci, responsabile organizzativo della Pubblica Assistenza di Cecina ­. Con il nuovo sistema informatico si è persa un po’ di flessibilità ed è servito del lavoro da parte nostra a livello organizzativo ma è più professionale e aiuta, chiaramente l’ inizio è faticoso. Noi in questo modo garantiamo un’ ambulanza medicalizzata e sempre anche un secondo equipaggio per andare sui codici gialli, per intendersi. Adesso attendiamo i tablet che consentano la geolocalizzazione dei mezzi e la comunicazione diretta con la centrale informatica, i nostri mezzi sono già attrezzati«. Quello che resta da fare è anche finire di uniformare le zone perché le differenze per ora restano: a Livorno ci sono tutte automediche (medico e infermiere), qui non ce ne sono e la loro attivazione è stata per diverso tempo rinviata. «La Regione su questo sta lavorando ad un piano di omogeneizzazione ­ ha chiarito la direttrice generale ­. Livorno piuttosto ha poche ambulanze senza medico e abbiamo insistito per aumentare il numero di quelle in stand by. L’ orientamento comunque sembra essere quello di andare verso l’ automedica«. Qui, nella zona che va da Rosignano a Castagneto le ambulanze con medico sono due e devono coprire anche i colli, arrivando talvolta fino a Monteverdi, le automediche potrebbero liberare equipaggi che potrebbero essere dirottati altrove ma ci sono anche le perplessità di chi teme una riduzione, con i medici che nellle pause andrebbero in supporto al pronto soccorso. A mancare sono anche gli infermieri con medici che si trovano spesso ad intervenire con il supporto di chi, seppur formato, è un volontario. E i farmaci: mancano in dotazione antiritmici e anagelsici, a disposizione invece nell’ area pisana ma anche su questo De Lauretis ha garantito l’ impegno a uniformare.

Fonte: La Nazione Livorno

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