Carenza organici, parte la mobilitazione

Il segretario Fials Versilia tra i protagonisti della protesta

«Adesso è il vero momento della mobilitazione a difesa della sanità in Versilia». Parola di Daniele Soddu, segretario versiliese del sindacato autonomo Fials, pronto a dar seguito ai suoi proclami con due azioni già in agenda: domani alle 11 l’incontro dal prefetto a Lucca dopo l’esposto del sindacato sulla carenza sia di organici sia di sicurezza al pronto soccorso, ed entro la metà di dicembre una giornata da promuovere con tutti i comitati cittadini della Toscana con tanto di marcia di protesta verso l’ospedale ‘Versilia’. Nel mirino c’è la delibera della Asl dello scorso 31 ottobre, ossia la riorganizzazione dei servizi in Versilia, con due passaggi che Soddu critica senza appello. «Il primo – spiega – è quello in cui si certifica che il pronto soccorso del ‘Versilia’ ha gli accessi più alti di tutta la Asl Toscana nord ovest. Un dato a fronte del quale l’ azienda non ha rafforzato gli organici medici né li ha messi a norma. Ma soprattutto, e questo è il secondo passaggio, si dice che il presidio del ‘Versilia’ ha il valore del tasso di posti letto per abitanti più basso di tutta la Asl Toscana nord ovest. E’ quello che abbiamo sempre detto, in tutte le sedi, venendo smentiti e dileggiati. Oggi non ci smentisce più nessuno: i posti letto non bastano». Tornando all’ incontro di domani dal prefetto, Soddu farà presente come le assunzioni prospettate per gli infermieri in realtà rappresentino «numeri non congrui» a causa di mobilitazioni e pensionamenti previsti nello stesso periodo. E sulla prospettiva dell’ampliamento del day hospital (attualmente solo al mattino), il segretario Fials chiede invece più certezze sulla data della partenza e sui costi da sostenere. Il resto è un pollice verso nei confronti della riorganizzazione Asl. «Undici posti letto di oncologia, quattro di pneumologia e altrettanti di gastroenterologia verranno trasformati in posti letto di medicina interna. Risultato: due medici internisti dovranno seguire ben 92 pazienti: e questo vorrebbe dire migliorare l’ assistenza? Per le cure palliative, che necessitano di percorsi particolari, non si può nemmeno confidare sulla sinergia con le Case della salute, che non funzionano e sono ormai delle scatole vuote. Come fa, questa riorganizzazione – conclude Soddu – a garantire risposte al cittadino? La verità è che alle riorganizzazioni non ci crediamo più, quelle fatte finora hanno soltanto peggiorato i servizi».

Fonte: La Nazione Viareggio

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