Careggi va in fuga: Cisanello perde il derby degli ospedali

Carlo Tomassini, Dg Aoup

È un derby che si tinge sempre più di viola. Un po’ per il risiko dei luminari ­ con il trasloco di professori come il mago della retina Stanislao Rizzo passato da Pisa a Firenze ­e un po’ perché negli ultimi anni l’ ospedale del capoluogo, quasi un cantiere a cielo aperto agli occhi di chi lo frequentava, è stato ammodernato e ampliato a dismisura. Fatto sta che Careggi batte Cisanello (e Santa Chiara) 122.804 a 95.959: sono queste le prestazioni in regime di intramoenia (ambulatoriali e chirurgiche) assicurate nel 2016 dalle due strutture toscane. Sono visite, accertamenti diagnostici e non solo: a occuparsene i camici bianchi al di fuori del normale orario di lavoro, con una tariffa più alta rispetto al tradizionale ticket e con tempi più veloci per i pazienti.
LA FUGA DI FIRENZE Careggi e Cisanello sono i due centri regionali di riferimento. Ospedali d’ eccellenza che richiamano persone dalla Toscana e da molto più lontano. Ma se nel 2012 seppur di poco Pisa era addirittura davanti ­ 94.908 a 94.173 ­ ora le cose sono cambiate. Parecchio. È stata una fuga veloce e costante quella fiorentina, sui numeri assoluti ma non sui bilanci. Questi ultimi, influenzati dagli interventi chirurgici in calo un po’ dappertutto, rimangono su un divario più o meno costante: 22 milioni 777mila euro Careggi, 18 milioni 500mila euro Cisanello. La stessa distanza che c’ era nel 2012: 27.977.529 a 22.200.000 euro, sempre a favore di Firenze che nonostante le minori prestazioni, ha ospitato più interventi (facendo guadagnare più soldi alla Regione). 
DUE ECCELLENZE ITALIANE
Ma cosa è cambiato negli ultimi cinque anni nella nostra  sanità? Come mai Firenze attrae più pazienti paganti rispetto a Pisa? Che i lavori di restyling a Careggi e il risiko dei luminari abbiano influito lo conferma direttamente il direttore generale dell’ Azienda ospedalierouniversitaria pisana, Carlo Tomassini. «Sì, l’ effetto Rizzo è plausibile ­ conferma il manager ­ e uno come lui, da solo, può fare la differenza. In linea di massima la popolazione medica di Careggi è superiore a quella di Cisanello. Ma per noi i numeri restano molto positivi: siamo un’ eccellenza italiana che richiama pazienti dal Nord e dal Sud, soprattutto nel campo chirurgico, oculistico, neuro­psichiatrico e nell’ endocrinologia. Sui ricoveri siamo fra i primi in Italia e un paziente su cinque proviene da fuori Toscana (uno su 10 a Careggi ndr)». Sullo spostamento dei luminari come causa scatenante a Firenze non sono d’ accordo. Non a caso, è un derby e nei derby è difficile pensarla allo stesso modo. «Negli ultimi quattro anni molti direttori di struttura complessa sono stati acquisiti e altrettanti sono andati in pensione ­ spiega la direttrice generale, Monica Calamai ­ e come si evince dal monitoraggio economico l’ incremento delle prestazioni non è strettamente legato ad esso, infatti è pian piano diminuito».
COME CAMBIA LA SANITÀ Secondo la responsabile di Careggi il super scatto in avanti è legato alla «riorganizzazione complessiva della libera professione che vede la gestione della stessa integralmente all’ interno della struttura attraverso due nuovi poli ambulatoriali dedicati e completamente attrezzati con tecnologie di ultima generazione, nonché la realizzazione di due aree di degenza dedicate». Nel complesso, in entrambe le realtà, negli ultimi anni si è assistito a un calo dell’ intramoenia chirurgica (gli interventi) e a un incremento di quella ambulatoriale (meno marcato a Cisanello). È per questo che a fronte di un aumento vertiginoso delle prestazioni anche a Careggi gli incassi sono diminuiti. Si fa di più, ma si guadagna meno. Le operazioni, infatti, costano migliaia di euro l’ una. Il motivo? Secondo gli addetti ai lavori a influire sono i rimborsi sempre più bassi da parte delle assicurazioni sanitarie, un tempo più generose e che oggi scoraggiano i pazienti. Ma anche la poca differenza che c’ è fra operarsi a pagamento (in intramoenia) e con il Servizio sanitario nazionale (contribuendo con il ticket) nella stessa struttura pubblica. Così, nonostante Careggi e Cisanello guadagnino meno, Firenze va in fuga.

Fonte: Il Tirreno

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