Aggressione di Catania. «E’ inconcepibile. Basta con le parole, servono fatti»

L’aggressione subita dalla guardia medica a Trecastagni è solo l’ultimo caso di violenza. Sempre più spesso tra le vittime rientrano anche professioniste della sanità, che con dedizione e passione, prestano servizio in luoghi privi delle necessarie misure di sicurezza. Una condizione inaccettabile che ha bisogno di risposte immediate. Ne abbiamo parlato con Concetta Liberatore, donna, medico e rappresentante Anaao Assomed Toscana.

Da donna e medico, come si sente dopo il dramma di Catania?
«E’ inconcepibile constatare che in un Paese civile come il nostro, che da anni presta attenzione a queste problematiche, si resti ancora vittime di tali aggressioni. Non è per nulla rassicurante pensare di lavorare in sedi non protette e addirittura capaci di trasformasi in trappole. Se penso che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è in continua evoluzione ma si permette di incorrere in questi incidenti allora ogni riflessione diviene superflua e ridondante».

Nella sua esperienza professionale le è mai capitato di sentirsi in pericolo?
«Certamente. Da giovane accettai di svolgere un incarico di sostituta dell’allora ex guardia medica. Un’esperienza formativa sul campo di certo interessante ma non priva di pericoli. Ho ricordi non piacevoli legati ai quei momenti. Di notte, avevo paura di rientrare e di rimanere lì sveglia».

Quali considerazioni si possono fare dopo quanto accaduto?
«Da medico possono essere devastanti le conseguenze della violenza sulla salute delle donna. Nell’ambito del World report on violence and health, l’Oms esaminando esclusivamente la violenza da parte del partner, ha pubblicato un elenco di possibili conseguenze. I danni sono devastanti: da quelli fisici alla sfera sessuale e riproduttiva, a quella psico-comportamentale. Per non citare le conseguenze mortali legate al rischio infettivo delle malattie sessualmente trasmesse, all’omicidio e al suicidio».

Purtroppo non è un caso isolato, qual è la situazione in particolare in Toscana?
«Come emerge dall’ottavo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, i dati non sono incoraggianti. I femminicidi non sono più casi sporadici e il ricorso ai centri antiviolenza, a parte una frenata nell’ultimo anno, è aumentato gradualmente. Per la maggior parte si tratta di violenze psicologiche e gli artefici più frequenti sono le persone più vicine».

I professionisti già in passato hanno lanciato l’allarme. Sono rimasti inascoltati secondo lei?
«Basta con le parole. Il silenzio e l’inerzia da parte delle istituzioni risuonano più forte dell’atto stesso. Ci sentiamo violentate due volte, nei fatti e nelle parole. Oggi tardano a dare risposte concrete e ignorano i segnali di criticità che stanno emergendo dal mondo sanitario femminile. Viviamo in una realtà difficile e complessa, in cui oltre alle problematiche legate all’organizzazione del lavoro, alla programmazione di una formazione adeguata per i medici del futuro, ai problemi legati al mancato rinnovo di un contratto fermo da 7 anni, si aggiungono quelli legati alla sicurezza personale».

Lei ha anche un ruolo di primo piano anche nell’Anaao Assomed Toscana. Il miglioramento della condizione femminile nel Ssn è una sfida da vincere anche per il sindacato?
«Sicuramente. In questa visione l’Anaao si sta muovendo indirizzando l’impegno sindacale verso una sempre maggiore realizzazione delle pari opportunità nella sanità: vigilare ed intervenire sull’organizzazione del lavoro per favorire la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita. Oggi le tutele ricadono, in termini di costi sociali ed economici, sui colleghi di reparto. Questo non deve accadere. E’ lo Stato che deve farsi carico e garantire tutele vere e fruibili. Di queste istanze Toscana Anaao Donne si farà portavoce nel panorama sindacale regionale attraverso iniziative volte a ripristinare il benessere lavorativo delle donne medico».

(Visto 152 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *