Volontari aggrediti, un agente ferito. «Soli a gestire situazioni pericolose»

Aggrediti e costretti a barricarsi dentro l’ ambulanza. E’ l’ ennesimo episodio violento di cui sono stati vittime tre volontari della Misericordia e un medico del 118 intervenuti l’ altro pomeriggio a Tobbiana per soccorrere una persona in stato di agitazione. Un episodio che ha richiesto l’ intervento della polizia. Il bilancio è stato abbastanza pesante: un agente ferito, l’ ambulanza danneggiata ­ con il parabrezza incrinato ­ oltre allo spavento subito dai soccorritori. Motivo che ha spinto la Misericordia di Prato a chiedere «maggiore sicurezza per i propri confratelli nello svolgimento del servizio di emergenza». In effetti il nuovo episodio ha messo a repentaglio l’ incolumità di tre volontari e del un medico inviati a Tobbiana dalla centrale del 118 per un codice rosso. La richiesta di intervento riguardava ­ genericamente ­ un «paziente in stato di agitazione». Giunto sul posto con un’ ambulanza, l’ equipaggio è stato letteralmente assalito dall’ uomo «armato» con un porta ombrelli in ferro che è stato sbattuto più volte e con violenza contro il mezzo. Vista la situazione, i volontari della Misericordia e il medico sono rimasti per sicurezza all’ interno dell’ ambulanza, gravemente danneggiata dall’ esagitato, e hanno chiesto alla centrale l’ intervento delle forze dell’ ordine. Poco dopo sono arrivate tre volanti della polizia di Stato e l’ uomo è stato così bloccato e messo in sicurezza. «Purtroppo si tratta di un ennesimo episodio del genere nel quale i nostri confratelli si trovano, da soli, a dover fronteggiare situazioni di assoluta pericolosità ­ afferma Filippo Pratesi, provveditore della Misericordia di Prato ­, un altro fatto, l’ ultimo avvenuto in ordine di tempo, è accaduto il 12 agosto, quando una persona in stato di ebbrezza dopo essere stata soccorsa e sistemata in ambulanza ci ha completamente sfasciato il mezzo». Anche il quel caso le forze dell’ ordine sono arrivate quando l’ equipaggio della Misericordia si trovava già sul posto. «Chiediamo maggior tutela nello svolgimento di un servizio pubblico utile a tutta la comunità, per questo ­ sottolinea Pratesi ­ sarebbe opportuno aprire un tavolo di confronto a livello regionale, in modo da definire la procedura più adatta per intervenire in casi del genere». Una situazione che riguarda un po’ tutte le associazioni di volontariato costrette a interventi, a volte, con tossici o ubriachi che reagiscono in maniera violenta rifiutando il più delle volte l’ aiuto dei soccorritori.

Fonte: La Nazione Empoli

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