Via 200 medici di famiglia, è allarme

Ne entrano 65, ne usciranno oltre 200. Tra un anno il sistema sanitario toscano sarà in pieno allarme medici di famiglia. I giovani che concludono il tirocinio triennale dopo la laurea saranno troppo pochi rispetto ai professionisti che andranno in pensione in massa per motivi generazionali. E inizieranno ad esserci serie
carenze.Il problema riguarda tutta Italia e in questo momento va detto che la Toscana non è tra le Regioni che stanno peggio. Però i dati dell’Enpals, l’ente previdenziale dei medici, parlano chiaro. Li ha fatti estrarre la Fimmg, la federazione dei medici di famiglia e raccontano di un boom di pensionamenti con pochi eguali che inizierà nel 2019 e andrà avanti per tre o quattro anni. Per quest’anno si attendono una settantina di uscite, il prossimo ci sarà un salto a circa 210, quello dopo e fino al 2022 si andrà intorno ai 250.
«Le stime riguardano i pensionati a 70 anni, cioè coloro che arrivano in fondo alla carriera ­-spiega Vittorio Boscherini, che è vicepresidente nazionale Fimmg e capo del dipartimento della medicina generale della Asl Centro ­- Qualcuno però potrebbe decidere anche di andarsene un po’ prima, già da queso 2018 ad esempio». La formazione specialistica per diventare medico di famiglia è valida su scala nazionale, nel senso che ogni Regione bandisce i suoi posti ma poi chi ha concluso il tirocinio può cercare lavoro dove vuole. La maggior parte dei giovani medici comunque decide di fermarsi dove hanno studiato. In Toscana i posti banditi sono 65.
Secondo Boscherini il nostro sistema è destinato a reggere ancora per un po’. Intanto perché eventuali uscite in sovrannumero saranno compensate dagli altri professionisti ancora al lavoro. Un medico di famiglia può infatti avere fino a 1.500 pazienti e la media nelle città toscane è intorno ai 1.200, mentre nelle località più piccole è 1.000. Quindi c’ è margine perché i dottori accolgano più pazienti, anche se non è pensabile che tutti arrivino al numero massimo di assistiti. « Comunque non basterà quando ci sarà il periodo più duro dei pensionamenti », dice ancora Boscherini che ricorda comunque come le cose stanno già cambiando.
Fino a qualche anno fa riuscire ad ottenere un posto da medico di famiglia richiedeva grande pazienza. Dopo il tirocinio infatti in attesa di trovare un posto bisognava fare guardie e sostituzioni per almeno sette o otto anni. Adesso l’ attesa si è ridotta al massimo a un paio d’ anni e tra un po’ sarà ancora più breve.
La legge ha previsto che la formazione valga sia per diventare medico di famiglia che di guardia. Questa seconda figura è meno ambita e così già capita che i posti di guardia medica un po’ più scomodi, magari perché in zone isolate, sono coperti da sostituti. Visto che la domanda di lavoro del servizio pubblico inizia a essere superiore all’offerta di professionisti, questi possono scegliere più di un tempo. «Qualche problema nelle zone periferiche s’inizia a vedere ­- dice Boscherini­ – comunque niente se confrontato con quello che ci aspetta».

Fonte: La Repubblica Firenze

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