Val di Cecina: servizi smantellati, sindaci in silenzio

Il segretario provinciale Fials in difesa dei presidi di Cecina e Piombino

«Le difficoltà in cui si trova da troppo tempo la sanità pubblica della Val di Cecina sono da ricondurre ad atti legislativi e ad incapacità di programmazione e gestione». Non usa giri di parole Daniela Boem della segreteria provinciale del Fials per indicare colpe e responsabiità dello stato di difficoltà in cui si trova l’ ospedale ed il territorio cecinese. E non parla ­ come si dibatte in questi giorni a livello politico ­ di primari che mancano, ma di strategie errate, tagli generalizzati e di tutto il personale carente. «La realizzazione di un ospedale unico per le zone della val di Cornia e val di Cecina articolato su due presidi ospedalieri (Cecina e Piombino) ­ dice Boem ­ aveva l’ obiettivo, anche con l’ apporto della zona Elba ai fini del computo del numero di abitanti, di acquisire una classificazione di ospedale di i° livello con maggiori servizi ed unità operative (es. Dipartimento di di Emergenza e Accettazione ( Dea i° livello) con le annesse specialità ); tale possibilità non si è realizzata per la volontà espressa dalla zona Elba di non aderire a tale progetto. Il numero dei posti letto è rimasto il più basso di tutte le altre ex Asl confluite nella Asl Nord Ovest ( 2,19 per mille contro il 3,15 fissato dalla Regione) mentre vengono aumentati dall’ assessorato Regionale i posti letto nell’ Ospedale di Prato ( più 100 posti letto) e di Pistoia». Boem continua: «occorre rilevare inoltre che le unità operative specialistiche rischiano una concentrazione, a causa della legge regionale 84/2015 e della scelta operata dalla Conferenza dei sindaci , in uno dei due presidi ospedalieri. E’ possibile l’ estensione del modello del precedente direttore generale che prevedeva il punto nascita unico nel presidio ospedaliero di Cecina la unità di Ortopedia a Piombino Il Fials si domanda a che cosa sia servita una siffatta operazione; non abbiamo visto nessun miglioramento in termini quanti/qualitativo delle prestazioni per il cittadino ed abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione dei diritti dei lavoratori». Si contesta anche la scelta di unificare le zone distretto Bassa Val di Cecina e Val di Cornia. Poi una stoccata alla Conferenza dei Sindaci presieduta da Samuele Lippi. «La conferenza dei Sindaci deve garantire per l’ Ospedale di Cecina un consolidamento delle attuali attività ed una loro implementazione. Occorre una ristrutturazione dell’ area del pronto soccorso e nuovi modelli organizzativi , un adeguamento dei parametri del punto nascita a quelli previsti dall’ accordo Stato Regioni del 2010, un ampliamento delle attività specialistiche nell’ ambito della rete aziendale. Non si comprende perché alcune attività di riabilitazione vengano effettuate in presidi ospedalieri di altre ex Asl pur in presenza di unità specialistiche presenti nella ex Asl 6». E ancora, che fa la Conferenza dei Sindaci per il Pal? (Piano attuiativo locale) e latita anche il decollo della Casa della Salute con la conseguenza che non c’ è integrazione fra territorio e ospedale. «La realtà di Cecina anche in vista del periodo estivo necessità di un potenziamento del personale del Pronto Soccorso dove ci sono lavoratori con giorni di ferie arretrate di oltre 100 giorni ed in proposito il FIals ha già disposto un ricorso agli organi competenti per indurre la Direzione al rispetto dei diritti. In via ulteriore il Fials ha chiesto per la zona di Cecina il rispetto della legge sulle 11 ore consecutive di riposo giornaliero che dovrebbe indurre ad un potenziamento di organico in varie unità operative.» Il Fials ritiene che il tempo a disposizione della Conferenza dei Sindaci e della direzione sia scaduto.

Fonte: Il Tirreno Cecina

(Visto 45 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *