Va all’appuntamento prenotato sei mesi fa, ma il distretto è chiuso

Ha preso appuntamento per la visita cardiologica il 13 maggio scorso e l’Asl gli ha trovato un posto solo il 25 novembre. Cioè ieri mattina. Centonovantasei giorni di attesa. Ma lo scandalo, stavolta, non sta qui, nei tempi biblici per ottenere una visita. Il vero scandalo è che ieri mattina, quando si è presentato come da prenotazione al distretto sanitario di Torre del Lago, lo ha trovato chiuso. Senza un perché. E, insieme a lui, lo hanno trovato sbarrato anche tutte le altre persone (una decina) a cui era stato dato l’ appuntamento per la stessa mattinata. A raccontare la vicenda­ giustamente inferocito­ è Andrea Landi, 66 anni, viareggino, protagonista suo malgrado dell’ennesimo disservizio legato alla sanità. «Non è possibile ­ spiega ­ che una persona riesca ad avere un appuntamento per una visita cardiologica solo dopo sei mesi e, quando si presenta all’ ambulatorio trovi tutto chiuso, senza che nessuno riesca a dare la benché minima giustificazione per quanto accaduto. Quando io e le altre persone che erano con me abbiamo trovato il portone del distretto di Torre del Lago sbarrato abbiamo provato a contattare l’Asl, ma di sabato non abbiamo trovato nessuno. Facendo ricerche, siamo riusciti a risalire ad una persona che lavora alla direzione sanitaria e lo abbiamo interpellato, ma non ci ha saputo dire il perché del disguido. Ci è stato detto che deve esserci stato un errore, ma questo non può bastare a giustificare una cosa del genere. Così non veniamo trattati da cittadini, bensì da sudditi». Niente visita, una mattinata persa, benzina e tempo gettati al vento. «E non parlo soltanto a mio nome. Insieme a me, ad attendere inutilmente, c’ era ad esempio una signora di 90 anni. Altri venivano chi da Camaiore, chi da Tonfano. Probabilmente qualcuno ha chiesto un permesso al lavoro, ha smosso parenti e amici per farsi accompagnare. Per trovarsi di fronte ad un portone chiuso. E di fronte a tutto questo non si capisce cosa è successo e di chi è la colpa». In più c’è l’incognita di quando sarà fissata la prossima visita. «Dopo aver chiamato in lungo e in largo, ci è stato detto dall’ Asl che saremo ricontattati per una nuova visita. Spero soltanto che non ci facciano aspettare altri sei mesi, perché oltre al danno ci sarebbe anche la beffa». Landi è intenzionato ad andare fino in fondo alla questione. «Ora però qualcuno dovrà rispondere di quanto accaduto e spiegare per filo e per segno cosa è accaduto. Passarci sopra vorrebbe dire rassegnarsi ad un sistema che non funziona. E questo è inconcepibile. Tanto più che stiamo parlando di servizi che riguardano la salute delle persone».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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