Universo Cup. Liste di attesa a due velocità

Se devi fare una visita cardiologica per sapere che cos’ ha all’ improvviso il tuo cuore che non va, non aspetterai più di una manciata di giorni. Se invece sei un paziente “cronico” e devi sottoporti ad una Tac addominale per un controllo, c’ è il rischio che tu attenda per mesi. I tempi di attesa. È possibile farsi un’ idea ­ anche dal proprio pc ­ dei tempi di attesa per visite ed esami nelle quattro zone distretto dell’ ex Asl 9 (Amiata, Albegna, Colline Metallifere, Grosseto). Ecco come. Visita il sito www.usl9.grosseto.it; sulla home page, scegli il link (sulla destra) “Monitoraggio tempi di attesa”; nella pagina che si apre, clicca il link (all’ apice della pagina, in rosso) “tempi di attesa aggiornati al (data)”; la tabella che si visualizza (accanto nei pubblichiamo una versione parziale) rende conto dei tempi di attesa espressi in giorni; quella consultabile ieri era aggiornata al 25 settembre: vediamo un esempio, anche se dobbiamo tener conto che le disponibilità variano in continuazione.

Per una Tac all’ addome con mezzo di contrasto servono 10 giorni di attesa nel distretto Amiata, 16 in quello dell’ Albegna, 49 per il distretto Colline Metallifere, 45 per Grosseto. Se un paziente è disposto a sottoporsi all’ esame nel distretto amiatino ­ anche se per esempio abita a Capalbio ­ non aspetterà più di 10 giorni. E nel caso in cui la Regione Toscana decida di scandagliare le liste di attesa dell’ ex Asl 9 per capire se si sono delle criticità, risulterà che in Provincia di Grosseto è necessario attendere 10 giorni ­ quindi poco ­ per sottoporsi a una Tac all’ addome con contrasto perché il sistema “coglie” la prima disponibilità (che, in questo caso, è nel distretto Amiata). Le priorità Attenzione, però. La tabella descrive le disponibilità di visite ed esami per criteri di priorità. Significa che i tempi di attesa sono quelli per le prestazioni sanitarie che la Regione ha stabilito debbano essere garantite al cittadino entro certi limiti di attesa: parliamo cioè di quelle visite ed esami a cui il medico di medicina generale o lo specialista attribuiscono, prescrivendole, la lettera B o la lettera D. “B” significa tempo di attesa “breve”: cioè l’ azienda sanitaria deve garantire al cittadino la visita o l’ esame che gli è stato prescritto entro un tempo massimo di dieci giorni. “D” significa priorità “differibile”: in questo caso l’ azienda sanitaria deve garantire al cittadino un tempo di attesa non oltre 15­30 giorni se gli è stata prescritta una visita e non oltre 30­60 giorni se gli è stato prescritto un esame. In sintesi: al cittadino devono essere garantiti tempi di attesa entro certi limiti se si trova nella condizione in cui non ha ancora una diagnosi o la diagnosi deve essere accertata (sono quelli che in gergo si chiamano primi accessi). Scorrendo la tabella, emerge che: tenuto conto che fa fede la prima disponibilità nell’ azienda sanitaria, cioè ovunque in uno dei quattro distretti, le visite e gli esami vengono tendenzialmente garantiti entro i limiti fissati dalla Regione; stando alla tabella, il tempo record di attesa è di 60 giorni per la prima visita fisiatrica (vedi tabella); unico caso in cui si sfora considerevolmente è la Tac cervicale con mezzo di contrasto: 143 giorni di attesa. I controlli. Va tutto in linea di massima bene, dunque. E, allora, il cittadino di solito cosa lamenta? Lamenta i lunghi tempi di attesa per prestazioni che non hanno priorità B o D. E cioè parliamo di tutte le visite “di controllo”: per patologie “croniche”, nell’ arco di una convalescenza… È sull’ universo dei controlli che il sistema vacilla e che indica la “quota” della sanità per cui c’ è ancora molto da fare, a Grosseto come in Toscana. Facciamo un esempio: il 20 settembre alle 8.15, telefonicamente tramite il Cup del Misericordia, un lettoredel Tirreno ha tentato di prenotare una Tac all’ aorta addominale che il medico di famiglia gli consigliava di eseguire ­ per controllare il suo stato di salute durante una lunga convalescenza ­ ad inizio gennaio; la prescrizione non aveva dunque una priorità, né B né D e dal 20 settembre, la prima disponibilità era il 6 aprile: 6 mesi e mezzo di attesa contro i tre mesi e mezzo consigliati dal medico. Casi simili ce ne sono tantissimi: e questo lo abbiamo sottoposto agli uffici dell’ Asl grossetana, da cui ci spiegano che «la tempistica dei controlli deve essere richiesta da chi prescrive il controllo: il medico di medicina generale, lo specialista, che possono indicare nella prescrizione anche il termine, ad esempio 3­6 mesi o 2 4 mesi». Nel caso suddetto non avrebbe fatto la differenza: la prima disponibilità arrivava dopo più di sei mesi; dagli uffici Asl aggiungono però che «esiste un Cup di secondo livello che si fa carico di trovare una soluzione anche in questi casi».
Fonte: Il Tirreno Grosseto

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