Tutti in fila al pronto soccorso. Per un letto attese fino a 24 ore

Il picco influenzale è in corso, è assalto dei malati ai pronto soccorso. E, di anno in anno aumentano gli accessi. I toscani si rivolgono sempre di più agli ospedali, la «rete territoriale» annunciata dalla riforma sanitaria ancora non c’ è e così i triage sono affollati, i tempi di attesa si allungano e rispuntano i pazienti allettati nei corridoi in attesa di un posto letto.Perché i posti letto, secondo il modello dell’«intensità di cure» della sanità toscana, sono pochi: la filosofia sarebbe ricoverare i casi gravi e trovare soluzioni light per gli altri. Ma siccome le soluzioni light non ci sono, il modello va in crisi nei periodi di maggiore necessità da parte dei pazienti. Rispetto all’ anno passato, qualcosa però si muove: l’ Asl Toscana Centro ha rafforzato il personale medico nei reparti di medicina interna, che dimettono più velocemente consentendo ai pronto soccorso di mandare via un po’ prima i propri pazienti. Giovedì, i reparti di medicina di Torregalli hanno registrato 24 dimissioni, Ponte a Niccheri 21, Santa Maria Nuova 10, Prato 32, Pistoia 23, Empoli 20, Figline 9, Borgo San Lorenzo 4. Quasi 150 in un giorno nell’ Asl Toscana Centro e con la novità che si fanno anche di domenica: numeri che diventano meno importanti quando l’assalto degli influenzati dura per 4, 5 giorni di seguito come successo venerdì a Torregalli con gli allettati in osservazione al pronto soccorso che sono arrivati ad attendere più di 24 ore; e con la maggioranza che deve attendere tra le 8 e le 12 ore. Secondo l’ Asl, i ricoveri sono più di quelli del picco influenzale dello scorso anno. Secondo chi lavora nei pronto soccorso leggermente meno, tranne eccezioni come Prato in cui si parla di un 15% in più. Quel che è certo è che gli accessi aumentano sul lungo periodo, l’abitudine è quella di rivolgersi sempre di più in ospedale. Sempre a Torregalli, dal 2016 al 2017 sono complessivamente aumentati da 45.960 a 46.509. Un 1 per cento in più che però fa parte di una tendenza di crescita di lungo periodo. E aumentano anche i ricoveri: negli ospedali dell’Asl Toscana Centro, la percentuale di chi resta in ospedale rispetto al totale dei pazienti che si rivolgono al pronto soccorso varia di norma tra il 12 e il 14 gennaio 20%: «Stiamo registrando un aumento di questo tasso del 3,4% in tutti i nostri ospedali», spiega Giancarlo Landini, direttore del dipartimento delle specialistiche mediche dell’azienda.Il motivo? Il comportamento della sindrome influenzale di questo inverno: malgrado dati ufficiali non ci siano, tutti i medici sono concordi nel dire che rispetto a un anno fa ci sono più malati, ma meno casi gravissimi.
A pesare, in termini positivi, potrebbe essere stato l’aumento delle vaccinazioni antinfluenzali: a fine novembre, le 900 mila dosi acquistate dalla Regione erano già esaurite. Tra gli anziani però sono tanti di più quelli che quest’ anno hanno complicazioni respiratorie: spesso temporanee e risolvibili, ma solo con la strumentazione di un ospedale. Quindi aumenta la necessità di letti. Dal 23 dicembre al 7 gennaio i ricoveri in medicina interna sono stati 1.756, con il record per il San Giuseppe di Empoli che ne ha fatti 321. Il picco influenzale dovrebbe durare ancora una settimana. E nei pronto soccorso i rinforzi sono scattati a singhiozzo: gli infermieri e gli operatori interinali stanno arrivando in questi giorni a Ponte a Niccheri, sono arrivati da una decina di giorni a Torregalli e, spiega Cgil, non sono stati invece ancora attivati a Santa Maria Nuova. Nessun rinforzo a tempo determinato neppure a Careggi, sempre secondo il sindacato: si è dato fondo soltanto a straordinari e reperibilità.

Fonte: Corriere Fiorentino

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