Tumori, un avatar dei pazienti per terapie personalizzate

Nuova sperimentazione all'Aoup

Creare avatar paziente-specifici sui quali testare terapie oncologiche personalizzate per ottenere modelli biologici di tumore, economicamente sostenibili, su cui provare l’ efficacia dei diversi schemi utili di chemioterapia, per poter scegliere sempre il migliore in termini di tossicità ed efficacia. È lo scopo di un progetto di ricerca dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup). È il primo al mondo.Lo studio, guidato dal chirurgo Luca Morelli (Aoup) e dalla biologa Vittoria Raffa (Università di Pisa), spiega l’ Aoup in una nota, ha già «ottenuto recentemente premi a congressi nazionali ed internazionali» e suscitato interesse nelle riviste scientifiche. Il progetto è finalizzato alla realizzazione di un modello di terapia oncologica personalizzata attraverso la creazione di avatar paziente-specifici su cui testare farmaci oncologici con l’obiettivo di standardizzare il modello operativo, prosegue la nota, «che consentirebbe di fornire all’ oncologo, immediatamente dopo l’ intervento chirurgico, informazioni utili alla scelta della migliore terapia disponibile ed i risultati preliminari, ottenuti dopo i primi due anni di ricerca, sono decisamente incoraggianti». Lo studio, finanziato principalmente dalla Fondazione Pisa, ma sostenuto a vario titolo anche da Fondazione Tizzi, Fondazione Arpa, Rotary Pisa e Cecina e dalla famiglia Orvietani, è condotto da un team multidisciplinare.
I risultati preliminari, ottenuti dopo i primi due anni di ricerca, sono decisamente incoraggianti, come testimoniato dal lavoro “Zebrafish Embryos as Avatar of Oncological Patients: Preliminary Experience Toward a Personalized Medicine”, presentato dal dottor Gregorio Di Franco, dottorando di ricerca nella Sezione dipartimentale di Chirurgia generale universitaria dell’ Aoup (diretta dal professor Giulio Di Candio), premiato con “Best Presentation Award”.
Successivamente, il lavoro inerente sempre allo stesso progetto, dal titolo “Zebrafish Embryos as Avatar of Patients with Colorectal Cancer and Hepatic Colorectal Metastasis: Preliminary Experience Toward a Personalized Medicine”, presentato dal professor Morelli, è stato premiato con il “Chesapeake Colorectal Society Award” come miglior lavoro nell’ambito delle scienze di base. Inoltre, viene segnalata una relazione effettuata sempre dal dottor Di Franco, nell’ambito del Basic Science Workshop. Infine, a confermare l’interesse verso il progetto di ricerca, il recente interessamento da parte del senior editor della rivista “Nature Reviews Drugs Discovery” (Impact Factor 57). «La medicina personalizzata – conclude l’Aoup – rappresenta un tema di grande interesse, poiché la variabilità interpersonale del tumore rappresenta un importante fattore che può condizionare pesantemente la risposta biologica alla chemioterapia».

Fonte: Il Tirreno Pisa

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