Troppe attese, ecco i reparti dove l’intramoenia è a rischio

Nel presidio esaurito il farmaco antitumore

A rischio ci sono le reumatologie, ma anche cardiologie e pneumologie. Con la delibera della Regione che inserisce nel Piano regionale per le liste di attesa quanto previsto nelle scorse settimane da quello nazionale, le aziende sanitarie e ospedaliere iniziano a fare i conti sulla situazione all’interno dei reparti.Le norme volute da Roma, e copiate da quanto già aveva previsto l’Emilia- Romagna, prevedono infatti che l’intramoenia debba essere bloccata nei reparti dove ci sono attese superiori a limiti imposti in base a una delle quattro categorie di priorità della visita o dell’esame (da 48 ore a sei mesi a seconda della sua urgenza). La libera professione, semmai, può essere utilizzata dal sistema pubblico, e questa è una novità introdotta dalla Toscana, per avere un aiuto dai professionisti proprio ad abbattere le liste di attesa.
La previsione del Piano liste di attesa non piace per nulla ai sindacati, che hanno diffidato Regione e aziende, perché non vogliono che venga bloccata l’intramoenia. Comunque sia, i reparti in difficoltà, almeno da una prima ricognizione, non sarebbero tantissimi. Se le cose restassero come sono oggi, a Careggi rischierebbero di non fare più libera professione i medici che si occupano di reumatologia, quelli delle pneumologie e quelli dell’ allergologia- immunologia, che come noto è un’ attività con tantissime richieste in particolare in questo periodo dell’anno. All’azienda sanitaria Toscana Centro, invece, hanno iniziato ad analizzare il dati del Cup (il centro di prenotazione) per capire chi ha problemi valutando la prima disponibilità a seconda delle classi di priorità ( quella urgente, da 48 ore, comunque la prenota direttamente il medico che richiede l’accertamento).
Ebbene, la situazione critica riguarda le visite di endocrinologia, gastroenterologia e anche qui reumatologia. Sempre per quanto riguarda la cardiologia, ci sono problemi a stare nei tempi con l’ elettrocardiogramma dinamico e l’holter. Sono queste le prestazioni per le quali la libera professione potrebbe vedere una «rimodulazione al
ribasso».
In Regione intanto ci si continua ad incontrare per discutere di liste di attesa. Il piano regionale ha insistito anche sulla separazione tra i primi accessi, che rappresentano circa il 30% della domanda, e i controlli. Solo i primi accessi, infatti, devono passare dai centri di prenotazione, gli altri devono essere gestiti dagli specialisti.
Il caso riguarda ad esempio i malati cronici, che non devono trovarsi a prenotare ogni volta i controlli periodici per la loro patologia. Altra cosa su cui si insiste è l’ inserimento nella prescrizione del codice di priorità, che permette di differenziare le risposte, impedendo che chi ha un bisogno abbastanza urgente finisca in lista con chi può aspettare. Per questo è importante che sia utilizzata, anche dagli specialisti, la ricetta elettronica o ” dematerializzata”, che permette di risalire al medico e quindi di capire se ha fatto errori.

Fonte: La Repubblica Firenze

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