Troppe aggressioni al pronto soccorso. I medici vanno a lezione di sicurezza

Rinforzi in arrivo al Santo Stefano

Come prevenire la violenza contro gli operatori sanitari: di questo tema di attualità, soprattutto per il pronto soccorso del Santo Stefano, si occuperà un corso istituito ad hoc che si svolgerà il 6 aprile nell’aula magna dell’ospedale 
Santa Maria Nuova a Firenze, organizzato dalla Funzione Pubblica Cgil di Firenze, aperto agli operatori socio sanitari dell’Asl Toscana Centro. Di questa possibilità di formazione rivolta a infermieri e operatori che prestano servizio in ospedale (e in particolare in pronto soccorso) si era parlato anche a Prato nel corso dell’incontro tenutosi in prefettura fra rappresentanti dell’azienda sanitaria e rappresentanti dei sindacati CgilCisl­Uil.
Ma a che punto siamo per il potenziamento della sicurezza all’interno del pronto soccorso, dove negli ultimi mesi si sono verificati allarmanti episodi di violenza da parte di utenti nei confronti di medici, infermieri e guardie
giurate?
Fra i provvedimenti da attuare, concordati nel vertice in prefettura, la sistemazione di almeno quattro telecamere di videosorveglianza con le quali tenere d’occhio le aree comuni del pronto soccorso.
Al riguardo sono già stati eseguiti i sopralluoghi per installare le telecamere. E intanto la direzione ospedaliera ha provveduto ad incaricare un vigilante della Securitas Metronotte che entra in servizio alle 18 del pomeriggio e resta all’interno della struttura fino alla mattina successiva. Una guardia che quindi copre il turno di notte, quello a maggior rischio aggressioni.
Non solo: fra le proposte avanzate al tavolo delle trattative, anche la formazione specifica degli operatori sanitari, affiancati da esperti di grandi emergenze di associazioni di volontariato, come la Croce Rossa, che sappiano indicare come gestire le grandi criticità.
Massimo Cataldo, segretario Cisl Fp Firenze Prato, d’accordo sulla possibilità di promuovere corsi di autodifesa (su base volontaria) per gli operatori socio sanitari, offre un altro punto di vista sul problema: «Bisognerebbe dare informazioni anche sull’appropriata fruizione del pronto soccorso. Come Cisl avevamo proposto all’azienda sanitaria di organizzare format televisivi e giornalistici per sensibilizzare l’utenza su come e quando accedere al pronto soccorso. Talvolta, infatti, si assiste a reazioni eccessive di persone che sostengono di attendere troppo tempo per la visita. E’ necessario ridurre al massimo gli accessi impropri al pronto soccorso, indirizzando i cittadini verso le strutture sul territorio».
«Attendiamo ancora il verbale del vertice in prefettura ­ chiosa Sandro Malucchi, segretario Fp Cgil e aspettiamo di essere di nuovo convocati per poter dare seguito alle soluzioni rappresentate dal prefetto».

Fonte: La Nazione Prato

(Visto 111 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *