«Troppa mistificazione sui social, crea ostacoli anche alla sanità»

Roberta Chersevani, presidente nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

«Il dilagare di notizie fasulle e la mistificazione mediatica sui social stanno diventando un serio problema per tutta la società. In particolare in campo medico. Basti pensare alla confusione creata sul valore dei vaccini e anche su certe cure alternative “miracolose”… C’ è poco da scherzare. Oggi ci ritroviamo a parlare di casi di difterite e di una pericolosa recrudescenza del morbillo. C’ è poco da scherzare…». Parole del presidente dell’ ordine dei medici Umberto Quiriconi, che ha aperto sabato il convegno promosso dall’ ordine lucchese proprio sul delicato tema della mistificazione mediatica in medicina. L’ iniziativa, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Roberta Chersevani, è stata animata in particolare dai relatori Walter Quattrociocchi (Imt) e Antonio Scala (Cnr), introdotti dal vice caposervizio della «Nazione» Paolo Pacini in un interessante dibattito moderato dal caposervizio del «Tirreno» Luca Cinotti. «Nel mondo dei social ­ ha spiegato Quattrociocchi ­ la comunicazione si muove secondo schemi di polarizzazione. Abbiamo studiato alcuni milioni di utenti su Facebook. Le persone cercano solo ciò che conferma il proprio pensiero. Se ad esempio provo a spiegare a chi è contrario ai vaccini che mette a rischio anche la salute degli altri, scopro che non cambia idea, anzi si radicalizza insieme ad altri simili. Sui social la semplice risposta razionale non funziona, è inutile contrapporre un pensiero di elite a una massa che riteniamo ignorante. Servono altre strategie, bisogna contrapporre una narrazione più “bella” e anche umile. Serve una sinergia tra istituzioni e sistema informativo. E partiamo dalla scuola. Sarà un lavoro lungo, ma assolutamente necessario per questa società… Bisogna però capire che certi atteggiamenti che definiamo irrazionali e anche assurdi scaturiscono da paure e ansie sociali reali, alle quali le persone cercano solo di dare la risposta che le convince di più».

Fonte: La Nazione Lucca

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