Trenta offerte per “vendere” visite alla Asl

Nell'Asl centro al via una rivoluzione nelle prenotazioni

Sono i privati che hanno chiesto di partecipare al bando presentato dall’azienda per tagliare le liste d’attesa. Ai privati piace l’idea di lavorare per la Asl fiorentina, aiutandola ad abbattere le liste di attesa. Al bando dell’azienda sanitaria Toscana Centro nel quale si chiedeva di comprare prestazioni extra per abbattere le liste di attesa hanno risposto tante strutture sanitarie, cioè 30. E il dato potrebbe essere non ancora definitivo perché anche se sono passati i 30 giorni previsti dalla delibera
aziendale per presentare le proposte, nei prossimi giorni potrebbero ancora arrivare le raccomandate di qualcuno che le ha comunque spedite nei tempi. In più 30 candidati vuol dire un numero superiore di
strutture che poi effettivamente erogano la prestazione sanitaria, perché ci sono alcuni privati che dispongono di diversi centri, come ad esempio alcune associazioni di volontariato.
La delibera, dell’azienda diretta da Paolo Morello ha fatto nascere moltissime polemiche, sia da parte dei sindacati dei medici e degli infermieri che della politica, non solo di alcune opposizioni in consiglio regionale ma anche del Pd. Si è lanciato l’allarme su un rischio di privatizzazione del sisitema sanitario, respinto sia dall’ assessora alla Salute Stefania Saccardi che dal governatore Rossi. Al di là delle reali intenzioni degli amministratori regionali, e considerando che il numero delle prestazioni ( 72mila) non è altissimo rispetto a tutte quelle che vengono svolte nell’area Firenze­ Prato­ Pistoia, intanto il dato delle richieste di collaborazione con la Asl dice che per il privato si tratta di un’occasione ghiotta.
Per questo molti hanno chiesto di poter fare le visite ( dermatologica, ortopedica, oculistica e cardiologica con gli esami) e la diagnostica (l’ecografia all’ addome). Da una parte infatti accogliere i pazienti inviati dall’azienda attraverso il suo Cup per fare le prestazioni messe a bando significa farsi conoscere, magari anche per le attività svolte invece privatamente ma anche ottenere l’accreditamento da parte del servizio sanitario nazionale. Ecco probabilmente perché malgrado le tariffe piuttosto basse offerte dall’azienda sanitaria, in particolare per le visite, in tanti si sono fatti avanti per darle una mano. Del resto il privato sanitario di solito si muove in base ad interessi commerciali.
È stata la Regione a chiedere alla Asl di fare la delibera con l’ apertura al privato per le prestazioni ambulatoriali con le liste di attesa più critiche. Nel frattempo l’assessorato alla Salute però ha
percorso una strada diversa per quanto riguarda le attese chirurgiche. In quel caso, e per i settori dell’oncologia, della cardiochirurgia e della neurochirurgia si è infatti deciso di rivolgersi all’intramoenia. Cioè si pagano dipendenti del sistema in libera professione per fare gli interventi per i quali c’è una lista di attesa troppo lunga. Anche se vanno fatti ancora gli accordi con i sindacati dei medici per far partire davvero la novità, si tratta comunque dell’opposto di quello che ha fatto la Asl.
Visto che l’assessorato sta preparando una seconda delibera anti liste di attesa, per il settore
ambulatoriale, in molti aspettano di capire se seguirà quanto fatto dalla Asl nello stesso settore sanitario oppure dagli stessi uffici regionali per gli interventi chirurgici. Si tratta infatti di due
impostazioni molto diverse.

Fonte: La Repubblica Firenze

(Visto 192 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *